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INCHIESTA A BENEVENTO /  BUFERA SUL SOTTOSEGRETARIO PD, IL MASSONE UMBERTO DEL BASSO DE CARO


17 novembre 2017 autore: Andrea Cinquegrani



MONT DEL BASSO

Il sottosegretario alle Infrastrutture del governo di Matteo Renzi prima e di Paolo Gentiloni adesso, Umberto Del Basso De Caro, Pd, nella bufera. La Procura di Benevento lo sta infatti indagando per tentata concussione e voto di scambio con riferimento ad alcune vicende che risalgono a cinque anni fa.

Vicende fino ad oggi snobbate da altre procure al cui vaglio erano passate, ed ora messe sotto i riflettori da quella sannita, guidata da Aldo Policastro e dall’aggiunto Giovanni Conzo. Il pm che segue il fascicolo è Francesca Saccone. Indagate anche la compagna di Del Basso, Ida Ferraro, e una sua amica, Rita Cardone.

Nicola Boccalone. Nella foto in alto Umberto Del Basso De Caro e, sullo sfondo, l'ospedale Rummo di Benevento

Nicola Boccalone. Nella foto in alto Umberto Del Basso De Caro e, sullo sfondo, l’ospedale Rummo di Benevento

Il clou è in due intercettazioni, in cui il tono del sottosegretario non è proprio british.

Ecco, ad esempio, cosa diceva nel corso di una telefonata con Nicola Boccalone, all’epoca manager del principale ospedale di Benevento, il Rummo.

CONVERSAZIONI ISTITUZIONALI 

“Tu sei circondato da qualche stronzo del quale faresti bene a liberarti rapidamente, ti porta danno e non beneficio, senti a me… Il diavolo si mette paura di me. Io appartengo a una razza in via di estinzione, quella dei capitani coraggiosi. Non mi metto paura nemmeno del Padre eterno. Ti dico che tu tieni un paio di stronzi che stanno segnati malamente, quindi prima te ne liberi… Sai qual è il problema? Poichè non sono neanche all’altezza di pulirmi le scarpe… quando vogliono fare la guerra mi invitano a carne e maccheroni. Sai come me li mangio io? Quindi quando decido di passare all’attacco… io te lo farò sapere un minuto prima, perchè quando lo decido poi si farà la guerra nucleare…”.

Un tono tipicamente istituzionale.

A quanto pare tra Ida Ferraro e Nicola Boccalone non correva buon sangue. E Del Basso l’aveva giurata non solo a Boccalone, ma anche ad alcuni personaggi del suo entourage sanitario.

La squadra Mobile di Benevento ha effettuato alcune verifiche. E risulta, ad esempio, che l’allora dirigente del Rummo, Alberto Di Stasio, pur se “per tappe differite” e sotto un’altra gestione, deve lasciare il suo incarico.

Così come, in contemporanea, alcuni ‘amici’ della coppia vengono premiati. Per fare un solo esempio, proprio Rita Cardone. Di cui parla, nell’altra intercettazione, Ida Ferraro, che a Del Basso spiega le richieste avanzate dall’amica. “Vuole: uno, che Boccalone se ne va. Due: deve tornare al Rummo. Tre, vuole una posizione organizzativa”.

Bettino Craxi

Bettino Craxi

Ma come mai la signora Cardone è in grado di avanzare simili richieste? Presto spiegato: in occasione delle elezioni che si avvicinano, può assicurare un pacchetto di voti da novanta, molto utile per la causa politica del compagno dell’amica Rita. Ida Ferraro, fra l’altro, era responsabile dell’ufficio legale del Rummo.

Ecco come spiegava il tutto, in poche ma significative parole, Del Basso De Caro – che poi diventerà sottosegretario nel governo Renzi – alla sua compagna: “I voti non sono gratis”.

Una vita tutta Psi & garofani, quella dell’avvocato Umberto. Fu lui a patrocinare la causa di Bettino Craxi in Parlamento, con la casacca ovviamente del Psi. Dopo Tangentopoli passa alla Margherita, quindi segue la traiettoria dei Ds fino ad abbracciare il Pd.

IL SOTTOSEGRETARIO INCAPPUCCIATO

L'articolo della Voce di ottobre 1993. In basso il PDF

L’articolo della Voce di ottobre 1993. In basso il PDF

La Voce della Campania scoprì il suo nome ad ottobre 1993, pubblicando l’elenco dei massoni campani. Lui risultava iscritto al Grande Oriente d’Italia. Nel servizio c’era anche la sua foto, con questa didascalia: “Altro iscritto al Grand’Oriente d’Italia è il deputato socialista Umberto Del Basso De Caro, di Benevento. Celebri la sua difesa in Parlamento di Craxi e il j’accuse nei confronti del presidente Oscar Luigi Scalfaro”. In basso potete vedere le immagini di quella cover story.

Quando abbiamo pubblicato sulla Voce delle Voci, dieci anni fa, l’elenco nazionale di cappucci & grembiulini, Goi ovviamente compreso, il suo nome era magicamente sparito. Compariva soltanto quello di un altro Del Basso De Caro, Guido, sempre di Benevento e anche lui avvocato, il cui nome era presente anche nella lista del ’93.

Ma a proposito del sottosegretario alle Infrastrutture nel governo Renzi prima e poi confermato nell’esecutivo Gentiloni: oggi è assonnato o che, tra cappucci & grembiulini?

Ricordiamo per chi legge che – una volta iscritti – dalla massoneria non si esce più: è un giuramento eterno. Quindi, al massimo c’è un ritemprante sonno

 

articolo Voce ottobre 1993

art Voce-1




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