Senato e Camera trampolini di lancio per entrare nel caotico agone della politica

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Per esplicita ammissione di Grasso, presidente del Senato, si configura il conflitto di interessi con la carica di vice Mattarella e il conseguente rischio che per un imprevedibile impedimento del Capo di Stato ne debba fare le veci. Come si concilia la sua “discesa in campo” alla sinistra del Pd con il ruolo super partes che dovrebbe svolgere a Palazzo Madama? Male. Grasso dice di condividere da sempre empatia per la sinistra: come smentirebbe chi dovesse accusarlo di aver svolto l’alto incarico con atti e decisioni di parte? Convince poco la giustificazione di aver sacrificato l’io di sinistra alla causa dell’imparzialità. Il caso Grasso ha preceduto di poco il raddoppio della Boldrini, presidentessa della Camera, che legittima il diritto a sostenere politicamente gli antirenziani, in sintonia con Grasso. Se è apprezzabile l’intento di spingere per il recupero di identità della sinistra, snaturato da una progressione di inquinamenti, non lo sono altrettanto le mancate dimissioni dalle cariche istituzionali. Una goccia alla volta diventa oceano il tempesta il mare magnum del disordine mentale sfociato nel caos Pd e di satelliti affini ma antagonisti.

Avete notato l’impettito inviato dei 5Stelle sbarcato negli Usa per accreditarsi con l’America del truce Trump? Esemplare il fermo immagine di una tappa del pentasellato candidato premier, che annuncia di condividere la riforma fiscale del presidente tycoon. Stoppata la sequenza video si può apprezzare l’ingresso in auto del grillino, mani libere dopo aver consegnato la borsa al portaborse, come fanno da sempre gli uomini delle istituzioni vituperate dal Movimento. Come esordio internazionale niente male. E’, la fotocopia dei pellegrinaggi democristiani a Washington con la mano tesa per ricevere aiuti come contropartita del ruolo di satelliti disposizione degli americani.

 

In poche righe                                       

Municipio XI di Roma: rappresentanti dell’opposizione occupano momentaneamente l’aula consiliare. Fabio Talamoni, consigliere municipale grillino rivolto a un agente di Polizia: “Allontanate quelli del Pd anche col metodo Spada”. (Spada è il gentiluomo che a Ostia ha devastato il volto di un giornalista Rai con una testata). Torelli, presidente della municipalità: “Ha sbagliato e non lo giustifico, ma stava scherzando”. Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati dem: “Aspettiamo di conoscere i commenti della sindaca Raggi e del candidato premier Di Maio sul metodo mafioso di Talamoni. Marco Miccoli: “Metodo collaudato, da delinquenti, fascisti e mafiosi. Andrea Casu, segretario del Pd romano: “E la Raggi? Condivide o si pronuncia contro il metodo Spada di Talamoni?”

La prima cittadina della capitale deve risposte convincenti anche alla Casa Internazionale delle Donne, fondamentale punto di riferimento per Roma, l’Italia e l’Europa. L’istituzione, che eroga servizi essenziali da quarant’anni in regime di assoluto volontariato e con le sue molteplici produce attività pari a un milione di euro all’anno (è stima delle operatrici) è sotto sfratto per decisione della Raggi. O paga entro trenta giorni il debito per fitti non corrisposti o fuori dalla sede. E’ il diktat del Campidoglio e, dicono le fondatrici dell’istituzione, non valuta il valore economico e sociale della Casa. Il peggio è che sia una donna sindaco a boicottare il valore di una storica iniziativa femminista.

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