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“La prostituta che c’è in te”. Firmato Morelli


11 novembre 2017 autore: Luciano Scateni



donna

Chi non è stato ripetutamente davanti all’occhio indiscreto delle telecamere fatica a capire la ricaduta sulla psiche di protagonisti seriali di talk show, salotti a far chiacchiere e format quotidiani. In soggetti con tendenza all’edonismo, provoca dipendenza, come la nicotina o peggio come le droghe. L’esito della masturbazione da notorietà televisiva è talvolta deformante. I soggetti, colpiti da questa patologia non ancora codificata dai trattati di psicanalisi, finiscono per soffrire di presunzione, convinti di emettere oracoli, sentenze, per alta stima del se. Talora, con l’obiettivo maniacale di far colpo sui telespettatori e ancora prima sui responsabili del programma, smarriscono la ragione e non controllano più il pensiero razionale. Si spiegano così clamorose gaffe, strafalcioni, marchiani errori di valutazione sui temi in discussione. Esemplare è il caso recente del prete di una parrocchia bolognese. Rivolto a una giovanissima ragazza violentata, le ha rivolto un’omelia tutt’altro che cristiana. Le ha imputato di essersela cercata e di non avere pietà per quanto le è accaduto. Protagonismo mediatico anche questo e la conferma è nelle successive scuse, espresse a freddo, dopo l’onda di indignazione sollevata.

I media, a caccia di attrici, giornaliste, collaboratrici vittime di violenze sessuali toccano il culmine della iperattività comunicativa. Di là dalle confessioni che si susseguono al ritmo di almeno una al giorno, giornali e tv partecipano alla gara delle opinioni e interpellano esperti (?) politici, commentatori a vario titolo. Un intervento deflagrante si deve a Raffaele Morelli, fascinoso psichiatra, ospite di salotti televisivi con assiduità. Non poteva mancare il suo parere professionale e lo hanno intercettato quei birbanti delle Iene. In parole semplici ecco la sua autorevole opinione sulle donne (attrici e non, ndr) che hanno denunciato di aver subito molestie o stupri: aver affrontato questa prova rende la donna “veramente donna” e la migliora. Ancora: in ognuna di loro coesiste la donna pura e la prostituta e la classica ingenua tutta casa e chiesa pima o poi si prostituirà, perché la donna santa non esiste e ammesso che esista si tratterebbe di una malata. Le confessioni? In molti casi sono espressione di esibizionismo. Che imparino a star zitte: il silenzio, la perdita di memoria di quanto accaduto, la scoperta della prostituta che è nelle donne, porta alla completa maturità.” Chi usa violenza, commenta Morelli non è uno stupratore ma un dominatore e gli consiglia di rivolgersi a un bravo psicoterapeuta.

La perfezione dell’analisi e della terapia lascia senza fiato




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