SPRECHI A NAPOLI / ‘NALBERO DI NATALE DA 600 MILA EURO

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Ricordate il celebre ‘NAlbero che allietò tutto il periodo natalizio dello scorso anno ed oltre, piazzato al centro del lungomare di Napoli? Adesso quel tormentone tra pro e contro rischia di entrare nelle aule giudiziarie.

La società che ne curò l’installazione, Italstage, deve pagare il conto per essersi allargata troppo, avendo cioè oltrepassato di molto lo spazio consentito. Una multa da 570 mila euro.

Non proprio noccioline (perchè si è trattato di un canone non riscosso) per un Comune quasi in crac, visto il disco rosso alzato dalla Corte dei Conti di Napoli, che ha dato a palazzo San Giacomo 60 giorni (partiti già una decina di giorni fa) per mettere a sesto i conti.

Non basta. Perchè l’anno scorso il Comune fece uno sconto sul prezzo pari all’80 per cento per la concessione di quell’area.

Commenta un dirigente: “stiamo cercando di correre ai ripari, ma è molto difficile mettere adesso delle pezze a colori. Quella vicenda fu un errore, perchè non abbiamo chiesto e preteso il giusto che ci spettava per quell’occupazione di suolo. E ora che le casse piangono sono soldi che mancano all’appello”.

Non bastava. Perchè quest’anno Italstage ha presentato un altro progetto, che ha ricevuto un diluvio di critiche: ‘O Corno, al posto di ‘NAlbero. Dopo un primo ok, poi un ripensamento del Comune, che ha ammesso in gara altri due progetti, quello di un Peperoncino e quello di un Presepe di ghiaccio.

A questo punto il Porto di Napoli si è offerto di ospitare il Corno. Ma senza spenderci un granchè. Per questo il Corno si è ritirato in buon ordine.

E mentre ‘O Peperoncino è in stand by, il Comune vuole notizie da ‘O Presepe. Che fino ad oggi non ha fatto sapere niente.

E’ questa la quotidiana sceneggiata partenopea. Una città in stato comatoso, non solo sotto il profilo sociale, ambientale ed economico: ma ora anche finanziario. Visto il disco rosso della Corte dei Conti e la dead line fissata per il 30 dicembre.

Tra mortaretti, tric trac e bombe Maradona, c’è il rischio che il 1 gennaio i napoletani possano svegliarsi con un altro botto: quello delle casse comunali.

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