Mare Nostrum, divagazioni sul signor “Impresentabile’”

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Qua e là, nel caleidoscopio del pianeta Terra dove deflagrano botti e tric-trac, fragorosi fuochi d’artificio esplosi dal giornalismo d’indagine. Non lascia in pace neppure i santi, occupa pagine e pagine, introdotte da titoloni dei media sugli ignobili exploit sessuali di uomini in carriera. Sono i vigliacchi che dispensano opportunità di successo a giovani donne disposte a zittire il rispetto per il proprio corpo, a concedersi a voglie malate di sesso, in cambio di visibilità. L’amara riflessione, indagata a fondo, rivelerebbe una sconcertante diffusione del fenomeno, non privo di effetti collaterali.

Per esempio, ricondurrebbe ai “piaceri”, scippati a giovani escort (il riferimento ai festini di un ex premier non è per nulla casuale) e oggi alla notizia che si potrebbe catalogare nel gossip come capitolo della politica balorda. Sarebbe in linea con gli scandali di produttori americani, imprenditori, attori americani (e non altri?) accusati di abusi sessuali da attici e attori.

La cronaca internazionale racconta che il sottosegretario inglese al commercio estero, Mark Garnier, autorevole esponente del governo guidato da Theresa May, ha chiesto alla segretaria di comprargli giochi erotici, sex toys, definiti tette di zucchero. Lo rivela l’autorevole Mail on Sunday. Il deputato giocherellone ammette l’ordinazione e la giustifica attribuendola a una scherzosa conversazione su un programma televisivo. Smentito, è finito in disgrazia: la May, non a caso esponente dei conservatori inglesi, anziché glissare su questo peccato veniale, tipico dell’humour nero britannico, intende accertare se il caso viola il codice di comportamento.

Ha senso democratico porre davanti alle telecamere i politici in competizione per catturare consensi elettorali, ma fondamentali determinanti per la riuscita del confronto, se “moderato” da un giornalista, sono autorevolezza, competenza, equità, polso fermo. Ospiti di Lucia Annunziata i candidati alla presidenza della Regione Sicilia e comune denominatore è stato il rabbioso e reciproco scambio di insulti sul tema degli impresentabili.

Fava (I cento passi), rivolto a Musumeci, (centrodestra): “A Catania, nelle tue liste c’è Riccardo Pellegrino, che intercettato ha detto “Quanto erano belli i tempi in cui gli idoli mafiosi come i Santapaola governavano a Catania”. La replica: “E’ candidabile secondo la legge”.

Dal tiro al bersaglio dei candidati è rimasta fuori, senza diritto di parola, La Rosa, indipendentista di Siciliani Liberi e ha lamenta la discriminazione. Lucia Annunziata ha chiuso l’incontro con un capolavoro di auto assoluzione: “Lei è così piccolo che avrei potuto anche non invitarla”. Complimenti per lo charme.

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