Appendino e compagni di cordata a 5Stelle: “onestà, onestà”

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Fosse per il comico genovese, per il suo scudiero Di Battista (padre fascista), per l’incredibile candidato premier pentastellato e per i fedeli dell’ideologia qualunquista-populista a 5Stelle (ma cos’è, un albergo di lusso?) la signora Chiara Appendino, che gli incoscienti torinesi hanno messo alla guida del comune di Torino, sarebbe già con l’aureola della beatificazione sul casco bruno dei capelli a caschetto e forse il popolo, il popolino dei blog, le avrebbe edificato un santuario dove chiederle grazie e favori, come quello che il suo capo di gabinetto e portavoce, insomma l’alter ego Paolo Giordana, con l’autorità che gli deriva dalla stretta vicinanza alla sindaca ha ottenuto dall’azienda torinese dei trasporti che l’amministratore delegato dell’azienda ordinasse di dimenticare la multa sanzionata a un amico. (Conversazione intercettata). La mancata santa, pentastellata, potrebbe diventare collezionista di guai, già indagata per il dramma della piazza San Carlo e il falso ideologico in atto pubblico per aver inserito in bilancio (bocciato), il debito di 5 milioni di euro, allo scopo di presentare i conti del Comune in pareggio. L’Appendino è in buona compagnia, a braccetto con la Raggi, collega della capitale imputata di falso, con Nogarin, primo cittadino di Livorno, indagato per turbativa d’asta e con Patrizio Cinque, sindaco di Bagheria, indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio. A voler largheggiare si dovrebbero anche citare le firme false dei grillini sulle liste per le candidature in Sicilia e a Bologna, i guai della sindaca di Quarto, le bugie dell’erede del comico genovese. Cosa non si capisce: Che razza di Paese è l’Italia se i sondaggi continuano a raccontare di alta stabilità del consenso al grillismo?

Dice un romano a quanti non si rassegnano a rigare dritto: “e nun ce vonno stà”. Restiamo a Roma per dire della marcia sulla capitale, sventata, in memoria di un episodio analogo sponsorizzato da Mussolini. In piena trance da rigurgito neofascista la cosiddetta comunità d’Avanguardia, residuo di Avanguardia Nazionale si è però portata al cimitero del Verano e ha portato fiori ai “martiri” fascisti della Rivoluzione del 1922. Chi della tragedia del ventennio ha consapevolezza, si chiede smarrito se non configuri apologia del fascismo, fortunatamente vietata dalla nostra Costituzione, ma di recente, pericolosamente tollerata. Cade a proposito la citazione: “E nun ce vonno stà”

Per censurare comportamenti sgradevoli e ripetuti

Eè attuale il noto detto sui lupi che perdono il pelo non il vizio. Anche Salvini perde, ma strumentalmente, il pelo dell’ideologia nordista della Lega e in clima pre elettorale prende il cassino per cancellare dal simbolo del partito la parola Nord. Cadranno nella trappola gli elettori del Sud? Commenta il leghista: “Contiamo di essere l’unica forza politica in Europa del gruppo dei cosiddetti populisti che andrà al governo nei prossimi mesi”. Dei “cosiddetti populisti?” Salvini, in recente sintonia con il grillismo, è il portabandiera del qualunquismo pro domo sua.

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