TAV DI AFRAGOLA / A TRE MESI DALLO START LA PROCURA INDAGA

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Stazione TAV di Afragola, a tre mesi dall’inaugurazione iniziano su ordine della procura di Napoli Nord i carotaggi per scoprire quanta monnezza tossica è stata interrata durante i lavori e come mai  la bonifica è stata un flop.

Dopo il taglio del nastro della maxi stazione ideata dall’archistar internazionale Zaha Hadid, dunque, arrivano i test chiesti dagli inquirenti, che indagano su una sfilza di reati e su tutta una serie di opere messe in campo in quei terreni super inquinati.

Dal maxi parcheggio al bar, fino alle opere circostanti adesso campeggia una cattedrale nel deserto – neanche completata e semi inattiva – una di quelle cattedrali di tanti anni fa pensata solo per drenare soldi pubblici e dar vita al nulla.

Proprio come la stazione allungata a mo’ di serpente in un deserto senza alcuna infrastruttura che è l’hinterland di Afragola.

A giugno l’inaugurazione, alla presenza del premier Paolo Gentiloni, del ministro per le infrastrutture e i trasporti Graziano Delrio e del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Tutti allegri e festanti per la maxi opera, un vero riscatto del Sud a loro parere.

Dopo meno di un mese i primi sopralluoghi da parte degli inquirenti, che nel giro di poche settimane ne hanno scoperte di tutti i colori. Fino al lavoro nero dilagante nel maxi cantiere e al mancato rispetto sulle norme per la sicurezza. Durante un blitz dei carabinieri molti operai sono scappati per non farsi trovare in cantiere.

Lo stesso presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha osservato: “Come cittadino e come utente sono molto preoccupato perchè la stazione Tav è un volano importante per quell’ampia zona delle periferia di Napoli”.

Se questo è il riscatto siamo a posto.

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