NAPOLI, IL METRO’ PIU’ BELLO DEL MONDO / TUTTO DA PIANGERE

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“Quando sarà finita la metropolitana di Napoli sarà la più bella del mondo, vedrete sarà una cosa da visitare e da commuoversi, da piangere”.

Parole del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio, pronunciate nel corso dell’assemblea Anci a Vicenza.

Che il metrò di Napoli faccia piangere è fuor di dubbio, fin da ora.

Piangono i napoletani per gli estenuanti lavori lumaca, iniziati oltre 40 anni fa, primavera del 1977, quando cominciavano a rombare le ruspe del clan di Michele Zagaria, il primo virgulto del nascente clan dei Casalesi.

Piangono, i napoletani e anche gli italiani, per gli stratosferici costi del metrò, che ormai raggiungono il top dei 400 milioni a chilometro, quasi il doppio di quello romano e tre volte tanto il tunnel sotto la Manica, forse più complesso.

Piangono ancora per le continue varanti in corso d’opera, revisioni prezzi, sorprese archeologiche su cui farebbe bene a dare un’occhiata l’ANAC di Raffaele Cantone che a quanto pare ha acceso i riflettori sugli stessi episodi che accadono per il metrò romano ma non per quello partenopeo.

Intanto accusa il vicepresidente regionale di Fratelli d’Italia-AN, Luciano Schifone: “Perchè il governatore Vincenzo De Luca, nell’illustrare e magnificare i pregi artistici della scultura di Kapoor come uscita della stazione di Monte S. Angelo, a ben 14 anni dalla commessa, non comunica alla stampa e ai napoletani quanto è costata la sua realizzazione? E quanto costerà ai contribuenti la infrastruttura sottostante per adeguare il camerone della fermata alla fantasia artistica della ‘bocca-vagina’ di Kapoor?”.

E aggiunge: “Sarà il caso di ricordare ai napoletani che questa mastodontica opera d’arte non solo è costata oltre 10 milioni di euro, ovvero 2 per la progettazione e 8 per la realizzazione, ma peserà ancora per oltre 46 milioni di euro per realizzare un ciclopico camerone sottostante di oltre 110 metri per 15 di altezza, per collegarlo con l’accesso dalla bocca-vagina dell’ingresso”.

Infine: “A questo scempio di danaro pubblico va aggiunto il costo sociale dovuto ad un ritardo spaventoso di oltre 14 anni (e non è finita) sui tempi di realizzazione, che hanno determinato anche un incalcolabile danno economico per migliaia di studenti e utenti”.

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