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TRASPORTI A NAPOLI / LA PARTECIPATA SULL’ORLO DEL CRAC


11 ottobre 2017 autore: Cristiano Mais



anm-protesta

Azienda Napoletana di Mobilità, è iniziato il conto alla rovescia. Se i conti non verranno messi a posto, almeno un minimo, l’ANM è destinata al fallimento in brevissimo tempo. La dead line è fissata per il 30 ottobre, e se per allora non sarà successo niente il Comune di Napoli dovrà portare – come si dice in gergo – i libri in tribunale.

E’ l’ennesima odissea dei trasporti a Napoli e in Campania, dove nel corso degli anni si sono persi vagoni da milioni di euro per mettere “pezze a colori” senza mai procedere ad un reale risanamento e rilancio. E senza interrompere la storica sequela di affari e favori agli amici.

Scrive Repubblica Napoli: “ci sono quindici giorni per garantire un bilancio sostenibile all’azienda e metterla in sicurezza, al riparo delle contestazioni del collegio sindacale attese per il 29 ottobre che potrebbero aprire la strada al fallimento. L’asso nella manica che il sindaco Luigi de Magistris può avere è la richiesta al governo di sospendere eventuali provvedimenti esecutivi nei confronti di ANM. Una misura che potrebbe consentire alla società di sopravvivere anche con un patrimonio sociale negativo”. I sindacati sono sul piede di guerra.

Intanto continuano i disservizi sulle altre linee di trasporto. Come la Circumvesuviana, i cui destini  dipendono dalla Regione Campania.

Commenta un turista fiorentino: “l’altro giorno da Sorrento per tornare a Napoli ho impiegato due ore, il doppio che per andare in treno a Roma. C’è un totale disservizio, nessuno che ti dà informazioni, sembra di stare nel Far West, abbandonati da tutti”.

E per chi cammina su ruote a Napoli è un inferno quotidiano. Strade zeppe di buche come neanche la Baghdad dopo i bombardamenti americani, dal centro fino alle martoriate periferie.

Piste ciclabili da autentico manicomio, con i due ruote costretti a rocamboleschi sotto tunnel e il rischio di non uscirne vivi, travolti dalle auto oppure per soffocamento.

Un paradiso quello partenopeo – come raccontava Goethe – popolato da diavoli. Tutti i giorni.




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