PER ABBONAMENTI SOSTENITORE E PER DONAZIONI ALLA VOCE IBAN IT88X0503803400000010024263

VERDI AMBIENTE / UN’ALTRA GIUSTIZIA E’ POSSIBILE


9 ottobre 2017 autore: PAOLO SPIGA



Roberti

“E’ un dovere della magistratura quello di spiegare ai cittadini quello che accade. Per evitare che predomini la disinformazione”.

Così risponde il presidente della seconda sezione penale della Cassazione ed ex segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo, alle polemiche che si sono scatenate dopo l’uscita del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, contro la partecipazione delle toghe ai talk show.

Continua Davigo: “Nella sua esternazione Legnini comunque non mi nomina. E io continuo ad essere un acceso fautore dell’indipendenza della magistratura”.

E sulle discese in campo, precisa: “sono contrario alle candidature in politica dei magistrati”.

Il magistrato Antonio Esposito. In apertura il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti

Il magistrato Antonio Esposito. In apertura il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti

Più chiari di così. Davigo lo ha detto davanti alle telecamere di TeleAmbiente nel corso della cerimonia di premiazione per il settimo “Premio internazionale Verde Ambiente 2017”, che si è svolto domenica 8 ottobre a Sorrento, nella splendida cornice di Villa Fiorentino.

L’ex presidente della seconda sezione penale della Cassazione, Antonio Esposito, ha sottolineato il ruolo svolto dai VAS (Verdi Ambiente e Società) nell’azione di contrasto ai poteri criminali sul fronte ambientale e della legalità, sul versante delle ecomafie e per la tutela dei diritti civili e sociali. E ha ribadito l’importanza dello stop ad un disegno di legge, quello cosiddetto Falanga, che avrebbe dato un altro via libera agli abusivismi, bloccando in sostanza il lavoro delle procure. Un drammatico numero sostanzia i fatti: 14 mila abusi all’anno.

“Un mondo meno ingiusto è possibile, questo ha guidato la mia vita e la mia esperienza professionale”: sono le parole del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, premiato nel corso della manifestazione. Esperienza partita come giovane giudice istruttore a Sant’Angelo dei Lombardi, colpita dal terremoto. “Quell’esperienza mi ha formato, allora ho capito che gli abusi edilizi facevano tutt’uno con l’aggressione all’ambiente e la criminalità organizzata”. E ancora: “come direzione antimafia abbiamo aperto da anni un focus sui traffici di rifiuti e capito come la camorra sia quasi sempre la manovalanza per supportare il lavoro illecito di smaltimento da parte di imprese del centro nord”. Quando i colletti bianchi utilizzano le mafie.

E al ’68 è tornato il fondatore e animatore dei Verdi Ambiente e Società, Guido Pollice, storico senatore di tante battaglie, fianco a fianco con Mario Capanna in quegli anni. “Una traccia indelebile, quella – ha ricordato – pur se tra ombre ma tante luci. Fra tre mesi saranno 50 anni: e il mio auspicio è che adesso i giovani costruiscano il loro ’68”.

 




Lascia una risposta

*