CASO SCHWAZER / A BREVE IL VERDETTO DEL TRIBUNALE DI COLONIA

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Continua il giallo Schwazer. A breve il giudice di Colonia dovrà pronunciarsi sul caso delle provette con i campioni di urine del marciatore altoatesino. Campioni completi richiesti – con rogatoria internazionale – dal gip del tribunale di Bolzano, Walter Pellino, affinchè possano essere esaminati dal Ris di Parma, per la fatidica prova del DNA. La sola prova che potrà dimostrare come quei campioni vennero taroccati il 1 gennaio 2016, l’incredibile giorno scelto dalla Iaaf, la Federazione internazionale di atletica, per effettuare quel prelievo.

In quel modo, si è aperta una finestra di 24 ore nel corso delle quali è avvenuta la manomissione del contenuto delle provette. Utile per decretare la squalifica del nostro campione in vista delle Olimpiadi di Rio.

Dava molto fastidio, Alex Schwazer, per le sue denunce sul mondo del doping, sui finti controlli e soprattutto sulle complicità in seno sia alla Iaaf che alla Wada, l’agenzia mondiale per il controllo – sic – sul doping.

E sia Iaaf che Wada gli hanno dichiarato guerra. Che trova fresca conferma nelle memorie presentate al giudice di Colonia.

Secondo fonti Ansa, mancano all’appello le memorie di Wada e dello stesso laboratorio di Colonia, mentre sul fronte anti Schwazer sarebbe stata depositata solo la memoria della Iaaf.

Se confermata, la notizia è da non poco: e tale da avvalorare ancor più il contenuto delle mail bollenti intercorse per alcuni mesi d’inizio 2017 tra gli stessi tre soggetti, e cioà Iaaf, Wada e laboratorio di Colonia, allieneati e coperti nella battaglia contro il nostro campione e contro il suo preparatore atletico, Sandro Donati, una vita in prima linea nel denunciare l’uso di sostanze dopanti in atletica.

Sempre secondo fonti Ansa, la memoria presentata dalla Iaaf al tribunale di Colonia contiene uno strano parere: ossia la Iaaf sostiene che il contenuto delle provette nonostante il passare dei mesi – ormai oltre un anno e mezzo – non è stato compromesso. Un parere che avrebbero potuto esprimere la Wada e/o il laboratorio di Colonia, gli specialisti nel campo. Certo non la Federazione internazionale di atletica. Un altro segno della combine fra i tre?

A questo punto la parola finale spetta al tribunale di Colonia. Chiamato a decidere sulla consegna al Ris di Parma dei due campioni, sia quello A che quello B, per intero, e non in quantità non utile per le analisi.

Decisione da non poco, perchè in campo ci sono Davide e Golia: da un lato il tandem Donati-Schwazer, dall’altro i pezzi da novanta della (finta) atletica e del (finto) antidoping.

Staremo a vedere.

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