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VACCINI / LA REPUBBLICA DI BIG PHARMA E DEL MASSONE BURIONI


23 settembre 2017 autore: PAOLO SPIGA



vaccini no

Adesso Repubblica appalta un’intera pagina ai pro vax.

Succede giovedì il 21 settembre, quando ad aprire le danze è un ampio articolo scritto da tale Massimiano Bucchi, docente di Sociologia della Scienza – così si firma – all’università di Trento e membro del comitato scientifico di ‘Observa’.

Ma di cosa mai scriverà questo illustre cattedratico? Di una ricerca griffata ‘Observa‘, of course.

Per la serie: l’autore che scrive di se stesso. Bella lezione di giornalismo, di deontologia e di didattica.

Un vero inno alla scienza tutto il pezzo, che così viene titolato: “La vittoria dei pro-vax, raddoppiati gli italiani che credono alla scienza”.

Un titolo che è già tutto un programma. Come se coloro i quali osano sollevare dubbi sui vaccini, sul loro utilizzo e su Big Pharma che li produce fossero da fucilare per lesa maestà.

Per la serie: non disturbate i manovratori, spesso e volentieri scienziati comprati a viaggi & cadeau dalla case farmaceutiche.

E tutto l’articolo desta seri sospetti: ma questo studio di Observa chi mai lo avrà finanziato? Vuoi vedere che sotto c’è lo zampino, o meglio lo zampone, di qualche industria delle pillone?

Inneggia il Bucchi. I dati confermerebbero, a suo parere, uno spostamento sensibile verso coloro i quali credono nella cosidddetta ‘scienza’.

Mentre è esattamente vero il contrario. Oltre la metà degli italiani nutrono serissimi dubbi sulle vaccinazioni: l’8,1 per cento è decisamente contro ogni vaccinazione, mentre quasi la metà, cioè il 44 per cento, è dell’opinione che “solo un numero molto limitato di vaccinazioni dovrebbe essere obbligatorio lasciando al singolo di decidere sulle altre”.

Quando l’informazione diventa disinformazione, ad uso e consumo dei soloni in camice bianco, degli scienziati pret a porter (o meglio, pret a cacher) al servizio di Big Pharma. Come perfetti maggiordomi. Quali mister Bucchi.

E quale l’immancabile mister Roberto Burioni. Che viene intervistato da un’altra penna sempre al servizio di big e little pharma, Michele Bocci.

Prezzemolo Burioni, infatti, nella paginata di Repubblica non manca di dire la sua, dopo le polemiche che lo hanno investito per l’appartenza alla massoneria, mai smentita, e i conflitti d’interesse grossi come una casa, altrettanto mai smentiti, viste le vendite dei suoi brevetti a Big Pharma.

Così racconta a Bocci Vate Burioni a proposito dei fantasmagorici numeri dati da Observa: “Ho avuto la sensazione che il vento fosse cambiato. Non tanto perchè sono calate le offese on line, segno di frustrazione, nei confronti miei o di altri. E’ che fino a un po’ di tempo fa chiunque poteva dire quello che gli pareva senza che ci fossero reazioni. Ora finalmente lo Stato sta dalla parte della scienza e non della stregoneria”.

Dopo l’uscita in libreria del suo capolavoro, “La scienza non è democratica”, tutti danno ragione al Vate. Sui vaccini, infatti, nessuno può pronunciare Verbo, solo lui: ‘O Massone. E pure in conflitto.

Un vero capolavoro ‘scientifico’.

E poi, fresca fresca, c’è l’investitura come prossimo candidato alla politiche arrivata dell’ex premier Matteo Renzi. Cin cin…




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