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Pentastellata onestà: uno sguardo al backstage


21 settembre 2017 autore: Luciano Scateni



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“Onestà, onesta, cambieremo l’Italia, via gli indagati dalla politica, noi siamo altro”, eccetera, eccetera, eccetera: tutte bugie grilline certificate e se ne potrebbero aggiungere altre.

Allora perché un trenta per cento dei soggetti interrogati dai sondaggisti dicono sì al movimento 5Stelle? Il sospetto è che quegli italiani, nel segreto della loro indole, si identificano nella comoda e auto assolutoria prassi di omologare la propria inclinazione all’illecito con la speranza di farla franca,

I bravi pentastellati: il candidato alla presidenza del consiglio e alla leadership del movimento è indagato per diffamazione, la sindaca della capitale si avvia al processo per falso, il comico genovese è sotto accusa per ingiurie, diffamazione e oltraggio.

Ma poi: Diletta Botta, eletta nel consiglio circoscrizionale di Medio Ponente arrestata e detenuta nel carcere genovese a soli due mesi dalla nomina. Nel  suo locale. scoperto un supermercato della droga. Ecco una vera campionessa della specchiata illibatezza grillina! e giammai lasciarla sola. Le fa compagnia il capogruppo pentastellato in Emilia e Romagna, accusato di peculato, condannato dalla Corte dei Conti, sputtanato dal Movimento, poi assolto in secondo grado.

Vicenda analoga in Piemonte. Davide Bono e Frabrizio Biolè, Consiglieri Regionali pentastellati, indagati per lo scandalo dei rimborsi falsi. Vicenda archiviata. Uno abbandona, l’altro espulso.

E’ bene ricordare il numero esiguo di amministrazioni conquistate elettoralmente dal Movimento, se si prova a valutare il loro livello di illegalità. Nel 2010 su 8000 consigli comunali da rinnovare solo 16 a 5Stelle e tra gli altri Livorno, Parma, Quarto, Bagheria. In altre parole su otto grillini eletti  indagati o condannati perché ladri o corrotti, assegnano al movimento il record di un loro 50 percento alle prese con la giustizia.

Proseguiamo nell’elenco: Patrizio Cinque, giovane sindaco grillino di Bagheria, è indagato per diffamazione nei confronti del suo concorrente alle elezioni Gino Di Stefano e denunciato da un cittadino al quale, in Consiglio Comunale, avrebbe  rivolto  la benevola espressione “Ti strappo il cuore”. C’è altro. Il sindaco vive in una casa abusiva mai sanata come hanno denunciato le “Iene”. E ancora, la sua amministrazione è stata condannata dal TAR per non aver garantito l’assistenza scolastica ai diversamente abili e la presidentessa del consiglio comunale è indagata per omissione d’atti d’ufficio.

Quarto, provincia di Napoli: indagati il marito della sindaca Capuozzo, pentastellata doc, per falso e violazione delle norme urbanistiche in reazione alla casa dove vivono, dove il marito ha il suo studio e intercettazioni dei carabinieri che hanno accertato infiltrazioni della camorra nel Comune. Indagato anche il consigliere pentastellato Manzo per aver dichiarato il falso all’atto dell’insediamento.

C’è poi il caso di un attivista che non è mai arrivato ad essere eletto benché regolarmente candidato dal M5S alle comunali di Bassano del Grappa. Si chiama Stefano Costa ed è accusato di rapina aggravata, sequestro di persona e tentativo di estorsione.

Davide Bertoletti, ex AN poi passato al PdL, diventa grillino: è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il Movimento ne era al corrente? Lo ha candidato. Davide Bugli, capogruppo pentastellato e candidato sindaco di Torrazza Piemonte, è accusato di aver rubato materiale elettrico in un centro commerciale di Settimo Torinese. Dopo indagini è stato denunciato dai carabinieri per furto aggravato.

A Pomezia, il sindaco 5Stelle Fucci affida un incarico a una municipalizzata “dimenticando” che un suo dirigente è indagato per Mafia Capitale.

E l’attualità? Pippo Nogaro, primo cittadino di Livorno, riceve un avviso di garanzia per l’inchiesta sui rifiuti: concorso in bancarotta fraudolenta. Poca cosa, direbbe il comico genovese che in veste di sacerdote del movimento assolve tutti i suoi “figli” prescrivendo la penitenza di tre ave maria e due padre nostro. Che vada in pace anche Angelo Malebba, capo gruppo grillino di Alessandria e candidato a sindaco alle ultime elezioni. Arrestato con l’accusa di furto per aver forzato un armadietto di una palestra e rubato da un portafoglio cento euro.

Quasi ci sfuggivano, ma rimediamo subito, i due casi paralleli di Bologna e della Sicilia dove gli onesti grillini hanno falsificato le firme richieste per presentare le liste dei candidati a sindaco.

L’esternazione di Di Maio “Cambieremo l’Itala da Nord a Sud” cade a proposito, ma cominci con le grandi pulizie di fine estate, ma in casa sua.




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