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PROCIDA / CONTINUA LA QUERELLE SULLA TORRE E IL CENOBIO


12 settembre 2017 autore: Andrea Cinquegrani



-procida promontorio di S. Margherita e torre avvistamento

Continua la polemica sul cenobio e la torre di Santa Margherita a Procida e soprattutto sui lavori appena iniziati di ‘ristrutturazione‘. Abbiamo sottolineato, nei nostri articoli, che c’è l’ok del Comune, della Soprintendenza ai beni ambientali e tutto avviene sotto il vigile occhio della Regione.

Abbiamo sollevato alcuni dubbi, che ci paiono più che legittimi.

Abbiamo ricevuto dai proprietari – i signori Chiara Zerillo Marimò e Riccardo Kulczycki (un solo consiglio, se ci è consentito, napoletanizzi o comunque cambi il cognome, è troppo complicato) – una minaccia di querela, un’intimazione a cancellare dal sito l’articolo (o a mondarlo di una dozzina di frasi ritenuti lesive) e a pubblicare le loro smentite.

Abbiamo pubblicato per intero la prima missiva dei loro legali, pur non essendo tenuti a farlo da alcuna legge sulla stampa che invece prevede spazi ben precisi e limitati per le rettifiche.

Ora riceviamo altre due missive, entrambe datate – strano ma vero – 11 settembre.

Non ne condividiamo una sola parola. Ma per carità di patria e per rispettare fino al paradosso il diritto di replica, le pubblichiamo qui di seguito entrambe e senza ulteriori commenti.

Sperando, in questo modo, di por fine a una querelle che comincia a stancare.

 

PRIMA LETTERA

Napoli, 11 settembre 2017 

                                                                                             Racc.ta a r. anticipata via e-mail liberavoce.1@gmail.com

 

OGGETTO: articolo 8 settembre 2017. Procida. Il giallo della Torre un cenobio venduto dal Comune. A firma del sig. Paolo Spiga. Richiesta di immediata rimozione – deindicizzazione o modifica della pagina web. Richiesta di rettifica ex art. 8 della Legge 8.2.1948 n.47.

Il sig. Riccardo Kulczycki e la sig.ra Chiara Zerillo Marimò, ci hanno conferito incarico di chiedere la rimozione o modifica della relativa pagina web, nonché la sua deindicizzazione presso i più comuni motori di ricerca; in alternativa, sussistendo i presupposti per l’applicazione della disciplina di tutela della stampa (cfr. Cass. civ. Sez. Unite, 18-11-2016, n. 23469), i nostri assistiti chiedono, ai sensi e per gli effetti dell’art. 8 della legge n. 47 del 1948 “disposizioni sulla stampa”, la pubblicazione della rettifica riportata in calce alla presente.

I nostri assistiti contestano che nel Vostro articolo vengono riportate notizie e valutazioni del tutto erronee ed in contrasto con oggettiva documentazione, da Voi non esaminata ovvero travisata:

  1. Innanzitutto l’espressione “abusiva” accostata a Procida: “leggi l’inchiesta. Procida abusiva. Il Monastero che diventa Resort con l’ok di tutti”.

Benvero nell’esecuzione del permesso di costruire n. 61 del 26.7.2016, non esistono abusi né accertati, né denunziati.

E neanche è stata autorizzata la trasformazione dell’antico monastero in Resort, perché il permesso n.61 (bastava leggerlo) autorizza soltanto una “ristrutturazione” del preesistente.

  1. Poi non è vero affatto che nel 2005 “il Comune di Procida vendeva una proprietà di immenso valore storico e paesaggistico…., per un piatto di lenticchie: 250 milioni di vecchie lire”.

Invece con l’atto del 2005 (bastava leggerlo) si pervenne esclusivamente all’affrancazione dell’enfiteusi preesistente (canone annuo di euro 12.500,00) con l’intervento del Commissario agli usi civici e la transazione dell’antico contenzioso.

Quindi non vi fu vendita alcuna e meno che mai per un “piatto di lenticchie”.

***

E pertanto si è in presenza di notizie non corrispondenti al vero che vanno SOPPRESSE o RETTIFICATE.

***

I nostri assistiti si riservano, in mancanza di soddisfacimento delle richieste di cui innanzi nei termini di Legge e comunque entro e non oltre cinque giorni da oggi, il ricorso all’Autorità Giudiziaria anche in via cautelare, ed in ogni caso sia il diritto di querela, sia il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

Distinti saluti

Avv. Antonio Scotti Galletta

 

SECONDA LETTERA

Napoli, 11 settembre 2017

 OGGETTO: Richiesta rimozione o rettifica dell’articolo “Procida abusiva. Il Monastero che diventa Resort con l’ok di tutti. Breve replica ed ulteriori precisazioni.

Anche nel commento alla nostra richiesta del 7.9. u.s. si continua ad alterare la verità storica della vicenda e si introducono nuove frasi ingiuriose, in relazione alle quali i coniugi Kulczycki e Marimò si riservano il diritto di querela.

Ci preme, infatti, precisare:

  1. Che la richiesta di rettifica era ed è rivolta essenzialmente a porre in evidenza che il permesso di costruire del 26.7.2016, non contiene affatto l’autorizzazione ad edificare resort, magioni, castelli e mini villaggi turistici così come si legge nell’articolo contestato, ma soltanto la ristrutturazione di antichi ruderi.

Meno che mai si può scrivere PROCIDA ABUSIVA, accostando “l’abusivo” all’esecuzione del permesso n. 61/2016, come se l’Autorità Giudiziaria o quella Amministrativa avessero accertato abusi edilizi.

  1. Che non è vero affatto che “i Benedettini hanno lasciato ai Procidani, alla comunità….una torre ecc. che ora la coppia svizzero – polacca si ritrova in saccoccia”.

A parte il tono ingiurioso e diffamatorio di cui a separata querela, va posto in evidenza l’assurdità storica dell’affermazione, smentita dalla lettura dell’atto di permuta del 30 dicembre 1585.

Da questo atto emerge che non è vero affatto che i Benedettini lasciarono ai Procidani ed alla comunità questa “rarità”.

Risulta invece documentalmente che vi fu una permuta tra il Marchese del Vasto ed i monaci Dominicani di Santa Margherita “a vantaggio dello stesso (Marchese) e dei sui eredi e successori”.

Infatti il Marchese del Vasto dopo la sconsacrazione del Cenobio ne fece un luogo privato di caccia, come l’isola di Vivara.

Quindi il lascito dei Benedettini ai Procidani ed alla comunità resta una mera invenzione giornalistica, smentita documentalmente.

***

Vorrete, dunque, prendere atto di queste precisazioni che costituendo integrazione della precedente richiesta di rettifica vanno pubblicate ai sensi delle Leggi già citate.

Distinti saluti

Avv. Antonio Scotti Galletta




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