ABUSIVISMI IN SARDEGNA / VIA QUEL SOVRINTENDENTE FICCANASO

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“Via il sovrintendente anti cemento, la Sardegna allo scontro col governo”, titola Repubblica un articolo sulla lotta all’abusivismo. Poi: “dopo gli stop di Gentiloni alle norme edilizie sarde e campane, la giunta di Cagliari scrive a Franceschini”.

E’ la storia di un sovrintendente troppo cocciuto, uno che vuol far rispettare norme, codici e leggi: quindi troppo per un’Italia abituata ad abusi & abusivismi d’ogni sorta, a leggi fatte apposta per essere aggirate e bypassate, a scempi ambientali di tutte le razze.

Si tratta di Fausto Martino, sovrintendente ai beni paesaggistici e architettonici della Sardegna, originario di Salerno, architetto, una lunga vita a combattere cemento selvaggio e ruspe killer.

Cosa è successo? La Regione sarda chiede la sua testa, in particolare l’assessore all’urbanistica Cristiano Erriu, un lungo cammino tra i partiti, prima Dc, poi Popolari quindi l’approdo al Pd renziano. Ha preso carta e penna, Erriu, per scriveve una lettera risentita e indispettita a Franceschini, accusando Martino di voler mettere troppo il becco nelle questioni di carattere urbanistico. Come se il mestiere del sovrintendente fosse quello di giocare a bocce.

Scrive Repubblica: “L’accusa rivolta al dirigente statale è quella di essersi espresso pubblicamente contro la politica urbanistica dell’amministrazione Pigliaru e di aver difeso con zelo eccessivo il divieto di inedificabilità dei trecento metri dal mare dalle richieste dei costruttori, in testa la Sardinia Resort del Qatar. ‘Ha pregiudizi – è scritto in una lunga nota – e con lui è difficile qualsiasi interlocuzione, d’ora in poi con Martino non parleremo più”.

“Nel suo passato – continua Repubblica – un confronto piuttosto intenso con l’attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca”. Evidentemente, già allora, in tema di abusivismo.

La Voce ha appena pubblicato un’inchiesta su una storia procidana ai confini della realtà. Un mega  ‘resort’ meditativo in fase di start nell’isola di Elsa Morante, fra un cenobio benedettino, antiche vestigia e uno svettante torrione. Con l’Ok del Comune di Procida, della Regione e della Sovrintendenza di Napoli. C’è sovrintendenza, evidentemente, e sovrintendenza.

Sarebbe interessante conoscere il parere di un esperto, come Martino, sui fatti procidani E, visto che ci troviamo, anche del ministro per i beni Culturali Dario Franceschini. Che troppo spesso resta silente di fronte a scempi alti come grattacieli. Un silenzio che, of course, diventa ‘assenso’, giuridico e politico.

 

Nella foto Fausto Martino

 

 

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