Ischia, verde e abusiva

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Se uno stabile viene su privo di autorizzazione, cioè se è abusivo, chi certifica il rispetto delle norme antisismiche? Se le costruzioni sono sorte nell’illecito amministrativo e in aree a forte rischio, ha forse torto chi lo denuncia come concausa dei crolli di Casamicciola, di case venute giù per la spallata del sisma 4 punto 0 che vulcanologi e geologi non ritengono devastate al punto di ridurre in macerie una decina di abitazioni? Ischia, negli anni del boom turistico e di una sostenuta domanda di case per la villeggiatura, ha assistito senza battere ciglio alla devastazione del territorio, alla colpevole inerzia delle amministrazioni dei cinque comuni dell’isola. Cinque comuni, cinque sindaci per sessantacinquemila abitanti, quanti ne ha un qualunque rione di una città medio-grande. Quali azioni hanno intrapreso per impedire lo scempio dell’isola, martoriata dall’abusivismo. Legambiente colloca Ischia tra le cinque località costiere del Paese più deturpate dall’illecito, perpetuato nell’impunità, per migliaia di richieste di condono e altrettante situazioni risolvibili solo con l’abbattimento delle strutture illegali. La cronaca dell’isola riferisce di barricate a difesa delle case fuori legge, di scontri con la polizia.

Il caso limite è nel comune di Forio, dove le richieste di condono superano il numero delle abitazioni. Fonti locali segnalano che le domande di condono superano il numero delle abitazioni. La magistratura imputa gran parte dei danni abnormi provocati dal terremoto all’abusivismo e denuncia che in molti casi è stato impiegato cemento impoverito. I sindaco replicano: non negano la dimensione dell’abusivismo ma sostengono che i crolli sono avvenuti in abitazioni antiche.

La cronaca dell’isola riferisce di barricate, di scontri con la polizia a difesa delle strutture tirate su senza regole. Il caso limite è nel comune di Forio: le richieste di condono di quel comune superano il numero delle abitazioni. La magistratura ritiene che per i danni abnormi provocati dal terremoto è responsabile l’abusivismo e denuncia l’impiego, in molti casi, di cemento impoverito. I sindaci replicano. Non negano la dimensione dell’abusivismo ma sostengono che i crolli sono avvenuti in abitazioni antiche.

I danni più consistenti che Ischia dovrà affrontare: di là dalla condizione di luogo terremotato, perciò in emergenza per chissà quanto tempo, si può pronosticare un lungo e difficile recupero per aver ragione della disaffezione del turismo causata dall’evento sismico.

Il terremoto dell’isola per il momento non ha sollecitato giri d’orizzonte a tutto campo dei sismologi sull’intera area flegrea che la maggior parte di loro giudica ad alto indice di rischio. E’ possibile che non vi si siano collegamenti tra la scossa che ha colpito principalmente Casamicciola e le turbolenze di Pozzuoli, Bagnoli, della solfatara, ma è ipotizzabile anche il contrario: ci fossero e preannunciassero nuovi eventi in quella vasta area è forse pronto un piano emergenza?

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