NUCLEARE / ORA PER IL GARIGLIANO CI VUOLE UN CAMINO NUOVO…

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Nucleare, continuano le spese pazze per mantenere in vita quel che resta delle centrali. E continuiamo a finanziare un carrozzone, come la SOGIN, che ci costa un occhio, alla faccia dei tagli alla spesa.

Adesso Sogin è impegnata nella realizzazione di un nuovo camino per la vecchissima centrale del Garigliano, nel corso dei decenni sempre al centro delle polemiche, furibonde soprattutto negli anni ’80 e ’90, quando si registrò uno spropositato numero di nascite di bimbi malformi. E tutte le percentuali di tumori e altre patologie, in quell’area dell’alto casertano-sud pontino, si sono regolarmente attestate ben al di sopra dei livelli normali.

Adesso l’ultima. Si sta provvedendo non alla demolizione della centrale, ma a quella del suo camino, alto quasi cento metri, per realizzarne uno nuovo di zecca, alto un terzo, ma ugualmente costoso. Come se la centrale dovesse vivere altri cent’anni. Il procedimento utilizzato è non poco sofisticato: si tratta di una “frantumazione controllata” della struttura.

Come se niente fosse, quindi, continuiamo a spendere centinaia di milioni di euro all’anno per “mantenere in vita” le centrali – ingenti costi della manodopera compresei – mentre Sogin si trastulla con il piano di “decommissioning”, ossia di dismissione delle centrali. Se ne parla da anni e anni, niente si fa, tanto Pantalone paga.

E nessuna novità sul grande sito che dovrà contenere le scorie ancora attive, i cosiddetti “cuori” delle centrali. Una mappa dei siti è pronta già da molto tempo, ma Sogin non prende una decisione, perchè a sua volta sono le Regioni che devono palleggiarsi la patata bollente.

Quindi meglio non decidere un bel niente e continuare a sperperare soldi.

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