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IL CROLLO SULLA A 14 / ECCO LE RESPONSABILITA’ DI AUTOSTRADE E DI DELABECH


5 agosto 2017 autore: Cristiano Mais



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Crollo del ponte lungo la A 14 che il 9 marzo provocò la morte di due persone. La commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta dal Pd Camilla Fabbri, approva una relazione che inchioda alle sue responsabilità non solo la società che ha eseguito male i lavori e agito ancor peggio prima, durante e dopo la tragedia, ma tutta la catena di soggetti che avrebbero dovuto controllare e non hanno controllato, colpevoli di pesanti errori e omissioni, a cominciare dalla società Autostrade Italiane del gruppo Benetton.

In un un’ampia inchiesta che potete leggere cliccando sul link in basso la Voce ha ricostruito l’identikit di Delabech, società di fresca costituzione e già con un fitto pedigree di appalti e subappalti autostradali, amministrata da Riccardo Bernabò di Silorata. Un cognome che porta molto lontano e in particolare a Impresa spa, la sigla finita nel ciclone della Tangentopoli dei lavori pubblici un paio d’anni fa, socio occulto Vincenzo Maria Greco (attraverso i rampolli Ludovico e Maria Grazia Greco), impegnata nella realizzazione del tram veloce di Firenze fortemente voluto dall’ex sindaco Matteo Renzi, e finita in un crac arcimilionario che ha portato in galera lo stesso Greco.

Camilla Fabbri

Camilla Fabbri

Silenzio totale, dei media, sulle connction tra Delabech e Impresa. Ma è ormai velina continua: soprattutto quando ad essere tirati in ballo sono pezzi da novanta della prima repubblica, come ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino e e il suo uomo ovunque Greco, zio del fresco direttore generale della Rai Mario Orfeo (of course i Tg hanno oscurato la notizia).

Seguiamo la catena dell’appalto. Autostrade affida la realizzazione dei lavori per il cavalcavia lungo la A 14 al Consorzio Matarrese che però incontra subito difficoltà e molla il cantiere. Tutto passa alla Pavimental, società di servizi che fa capo ad Autostrade, già in passato chiacchierata per smistamenti facili ad imprese non proprio immacolate. Pavimental, a questo punto, subappalta a Delabech.

Ed è qui che nasce il problema: seguendo quali criteri c’è stato l’affidamento? A quanto pare nessuno. Addirittura, Pavimental avrebbe suggerito a Delabech di fare tutto da sé, dallo schizzo progettuale alle fasi esecutive dei lavori. Nessun controllo.

Nella relazione della commissione parlamentare d’inchiesta si moltiplicano le espressioni di stupore e le incredulità più svariate. Il “progetto è superficiale”, “totalmente generico”, e ancora “risulta opaco”; Delabechsenza esperienza specifica”, “un’anomalia il subaffidamento”. E poi “lacune” ad ogni piè sospinto, “insicurezza” a piene mani, cittadini “che possono essere messi in pericolo”. Quindi “corresponsabilità”, “comportamenti contraddittori e lacunosi”, “improvvisazione”, “mancanza di un progrmma di sicurezza”, “costi della sicurezza trascurati”. E via di questo passo: una vera e propria galleria degli orrori.

Ma chi pagherà mai il conto? Forse il Ministero dei Trasporti, sulle cui responsabilità sta allargando il suo raggio d’azione la commissione presieduta da Camilla Fabbri, che ha deciso di acquisire agli atti la rituale autorizzazione ministeriale? Boh.

Comunque è al lavoro la procura di Ancona, incaricato dell’inchiesta il pm Irene Bilotta, che indaga su 41 persone, tra cui sei dirigenti di Autostrade, accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose. Staremo a vedere.




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