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GIALLO PASOLINI / MORTI, CATTURE, CARTE BOLLENTI. E TANTO DNA


29 luglio 2017 autore: Cristiano Mais



Pasolini croci

Caso Pasolini, ecco le ultime novità a quasi quarant’anni dall’omicidio. Muore, non si sa come, il teste base e presunto omicida, Pino Pelosi. Viene arrestato, dopo una breve latitanza, Johnny Lo Zingaro, uno che potrebbe saperne molto sulla morte del grande scrittore, il cui avvocato negli ultimi mesi ha presentato ben quattro memorie per spingere il pm Minisci, della procura di Roma, a riaprire il giallo.

Partiamo proprio dalle richieste avanzate dal legale della famiglia Pasolini, Stefano Maccioni. La cui prima iniziativa giudiziaria risale al 31 ottobre 2016, quando chiese espressamente alla procura capitolina si riaprire il caso sulla scorta di alcuni nuovi elementi, in particolare sul DNA dei presenti sulla scena del crimine, a base di Ignoto 1, 2 e forse 3.

Ma in tutta questa bagarre – incredibile ma vero – e in tutti questi anni il DNA di Pino Pelosi non è stato mai acquisito. Circostanza che fa ben dubitare circa l’attendibilità delle inchieste fin qui portate avanti.

Maccioni, a questo punto, rinnova la richiesta di effettuare il DNA su Pelosi, appena morto, e di effettuarlo anche su Johhy Lo Zingaro, appena riconsegnato alle patrie galere.

Nei giorni scorsi sul Corriere della Sera, dopo la morte di Pelosi, sono comparse alcune dichiarazioni dell’avvocato Nino Marazzita, che si è sempre interessato al caso.

A proposito di Pelosi, dice Marazzita: “Si porterà nella tomba i segreti di quella notte. Forse”.

Forse perchè, replica la giornalista Alessandra Arachi.

“Perchè a sapere come andò quella notte potrebbe esserci pure un’altra persona ancora viva”.

Ah sì? E chi è questa persona?

“Johnny Lo Zingaro”.

Che proprio un paio di giorni dopo è stato catturato.

Da un mistero all’altro, da un legale all’altro, eccoci allo stesso avvocato di Pino Pelosi, Alessandro Olivieri, il quale avrebbe consegnato in Procura delle carte ‘scottanti’.

Di che si tratta? Staremo a vedere.




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