Povero Beppe, quasi in miseria

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Ha vis comica convincente il grillo parlante. Una sua accorata omelia informa il popolo che più di lui guadagna Di Maio. “La cosa”, aggiunge l’inventore del movimento, “non mi va giù”. Come ha ragione! Ma ci sono i social per rimediare e i referendum. Con il prossimo perché non “lanciare il sì ad una sottoscrizione per il povero Beppe? O, in alternativa una petizione perché torni a calcare le scene teatrali e lasci la politica ai politici. In tema di 5Stelle emerge giorno dopo giorno la loro svolta antidemocratica, al punto da far dire a Salvini (prossimo alleato alle elezioni?) che il M5Stelle non è male e con loro è possibile un’intesa del dopo voto. “A differenza di Berlusconi io non penso che i 5 stelle siano un’accozzaglia”. Il padano è però un loro antagonista in tema di Palazzo Chigi. I pentastellati insistono nel puntare sulla pochezza di Di Maio, Salvini non ha dubbi: “Il candidato alla Presidenza del Consiglio sono io. Berlusconi tira fuori i rigori. Dopo Calenda, anche Marchionne lo ha snobbato. Gli rimane Briatore che farnetica di un’accoppiata Berlusconi-Renzi.

L’ex cavaliere esterna, con voce flebile, considerata l’età. Racconta che per affrontare la tragedia dei migranti “basta non farli partire”. Incredibile, avevamo in tasca la soluzione e c’è voluto lui per illustrarla al mondo? E’ vero, non dice come, ma che fa, è un dettaglio di poco conto, l’importante e la sua arzilla e fantastica intuizione!

I rigurgiti fascisti che infestano l’Italia sempre più apertamente si misurano con la proposta di legge sull’antifascismo del Pd. Il reato di apologia del regime è indigesto per la destra (nessuna sorpresa) ma anche per i pentastellati, perché “liberticida”. (strizzano l’occhio a Salvini e Meloni?)  Renzi replica: liberticida era il fascismo. Il capo della Lega, in contrasto con la posizione antifascista di Bossi, commenta così: “una cosa è l’istigazione al terrorismo, altra le idee, belle o brutte, che si possono confutare non arrestare” Idee? Belle o brutte? Ma di che parla. Vada a ripetizione da un buon maestro di storia, conti fino a cento ed eviterà errori storici da matita blu. E s’informi, definisca se può, libertà di pensiero le farneticazioni mussoliniane del gestore di una spiaggia di Chioggia, finalmente costretto  ad ammainare cartelli apologetici del fascismo o si pronunci sulla festa per la conquista della serie A del Verona, ingentilita da questa frase, amplificata, di un organizzatore: “Tutto questo è stato possibile grazie ad Adolf Hitler”. La risposta dei tifosi, noti razzisti? “E’ una squadra fatta a svastica, l’allena Rudolf Hesse” (gerarca nazista, ndr).

La migliore performance si deve al forzista Brunetta. “Perché non introdurre nella legge anche il reato di apologia del comunismo? Sarcasmo a buon prezzo. Allora “perché non l’apologia di Renato Zero, Belen Rodriguez, Francesco Totti?

Sostenitori e detrattori della flat tax, cioè di una tassazione uguale per tutti al quindici per cento. Questione complessa, di impossibile semplificazione. Il presupposto dei favorevoli (che siano Belusconi e Salvini desta più che sospetti) è che un taglio così drastico ai carichi fiscali indurrebbe il sommerso dell’evasione a emergere, perché più conveniente di una possibile scoperta dell’inadempienza. Siamo alle solite, a un nuovo escamotage per eludere l’ipotesi di un’azione di contrasto, finalmente definitivo, per stanare i miliardi non dichiarati al fisco. La domanda dei contribuenti è la stessa da decenni: di chi è la colpa se non si scovano i grandi evasori totali e si azzera progressivamente il debito italiano? Non lo hanno fatto i governi di centro, di centrodestra e di centrosinistra: per mero interesse elettorale, per non colpire il potere finanziario? Certo che sì. Intanto l’evasione fiscale cresce. Preso a campione il 2014 l’analisi spietata della Corte dei Conti dice che i contribuenti hanno dichiarato al fisco redditi per 15 miliardi di euro, di cui cinque mai versati..

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