Il silenzio è d’oro ma costa caro

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Sarà capitato anche a voi il giorno del silenzio, del rifiuto a conoscere e nel caso del giornalismo quotidiano di commentare l’accaduto. Sarebbe il mio giorno ma è più forte il potere della comunicazione, se sollecitata dall’attualità. In due righe: Maradona (con un bonus di 230mila euro), sbarca a Napoli per la festa del conferimento della cittadinanza. Nello stesso giorno le agenzie “battono” la notizia della giornalista russa Nadolskaya che “el pibe de oro” avrebbe provato a spogliare nella stanza d’albergo di Pietroburgo, dove si sono incontrati per un’intervista. Diego smentisce e sostiene che sia stata la giornalista a spogliarsi. Boh?

Lei è dem sulla parola. Angela Marcianò è stata cooptata da Renzi nella segreteria del Pd e la notizia dell’incarico induce a scoprirne titoli e meriti. Il curriculum racconta del ruolo di consulente della commissione Gratteri (antimafia). Indaghiamo sull’ “anzianità di servizio” nel Pd. Zero. La signora Marcianò non è mai stata iscritta.  Le chiedono: “Ma lei è di sinistra?” La replica gela gli eredi di Berlinguer: “Dirsi di sinistra o di destra oggigiorno è anacronistico”.

Anni fa, a Marano (Napoli) sette mini delinquenti, rampolli di famiglie della camorra locale, sequestrarono una ragazza e ne abusarono a turno per un mese. Nel corso del processo il difensore dei giovanissimi malviventi sventolò sotto il naso della madre (una povera cameriera analfabeta) una mazzetta di banconote e ottenne di chiudere la questione con il minimo danno per gli assistiti. Succede a Bari, oggi, che cinque minorenni, per mesi violentino una dodicenne, minacciata di pubblicare un video girato durante gli abusi se lo avesse denunciato. La vittima ha trovato egualmente il coraggio di raccontare ogni cosa ai carabinieri. Due stupratori di diciassette anni sono reclusi in comunità, un complice di quindici anni è sotto processo, due di tredici non sono imputabili. E’ difficile attribuire a queste brutalità l’influenza delle notizie di violenze sulle donne, fino all’estremo, tragicamente quotidiano, del femminicidio, ma è accertata la tendenza a emulare quanto la cronaca (specialmente la nera) propone con l’intero sistema dei media.

Conviene far carriera nell’America, non a caso raccontata da uno dei personaggi chiave di Walt Disney, il Paperon dei Paperoni che si tuffa nella piscina stracolma di monete d’oro. Gli amministratori delegati di mega aziende incassano remunerazioni tre volte più alte dei colleghi europei. In Italia, nel 2016, il più pagato è stato Federico Ghizzoni, ex ad di Unicredit. Il commiato dalla banca, a fronte della “buonuscita”, gli ha fruttato la quisquilia di 12,8 milioni di euro (ci fosse ancora la lira 25 miliardi). Un “normale”, a questo punto si godrebbe il resto della vita a spendere e spandere tanta grazia in giro per il mondo. Non è la scelta di Federico Ghizzoni, probabilmente in stand by per un prossimo e altrettanto lauto ingaggio.

Il giullare del calcio, al secolo Massimo Ferrero, sconosciuto ai parrucchieri (la testa è una roba a metà tra criniera e caos capelluto) è il folcloristico presidente della Sampdoria, ricercatissimo dal giornalismo televisivo di settore perché comico più di Zalone e attore post moderno della commedia dell’arte. Lui ha però poco da ridere. Il giornalismo d’inchiesta dell’Espresso sostiene che ha utilizzato i conti correnti della società sportiva per scopi impropri (acquisto di un appartamento per la fidanzata) come ripianare i conti di imprese dello spettacolo e del cinema, finanziare la compagnia aerea Livingston, fallita. Insomma, Ferrero è indagato per appropriazione indebita e riciclaggio.

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