Ma-mma-mma, Maria: tanto oro quanto pesa

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Cavoli di Mediaset se la moglie di Maurizio Costanzo è una delle donne televisive più pagate d’Italia. Buon per la coppia, che insieme (chissà se in comunione di beni) ha in cassa una vera fortuna (a chi andrà post mortem?). E’ cavoli nostri il braccio di ferro stravinto da Fazio. La minaccia di emigrare in casa Cairo ha funzionato e convinto il neo direttore generale Orfeo a confermare le clausole milionarie del contratto contestato dall’Italia degli onesti metalmeccanici, che cifre simili le incasserebbero in duecento anni e spiccioli di lavoro. Misteriosa è la decisione di Conti (con il placet della Rai) di condurre il festival sanremese in coppia con la De Filippi. Costei, a conferma di quanto le abbia reso in termini di visibilità e credibilità, ha rinunciato al compenso, ma come contropartita del “sacrificio” ha risposto al mandato con evidente sussiego e scarso impegno. I giornaletti che campano sulla notorietà televisiva per vendere copie alle signore e signorine di bocca buona, hanno definito la Maria acchiappa tutto “signora della TV” e commentato con entusiasmo da stadio il bacio in bocca con Robbie Williams in diretta. Anche questa è l’Italia di serie B. Ma quanto incassa la Maria dalla voce roca? 64,5 milioni di euro, divisi equamente con Mediaset.

Esagera Bergoglio? Eccede in postcomunismo se compensa con il suo immenso ascendente il nulla della sinistra che fu? Il Papa incontra i sindacati. “Fate lavorare i giovani, non gli anziani” ammonisce Francesco (ma forse senza fare i conti con il bilancio dell’INPS e il rischio di non poter più corrispondere la pensione a chi ne ha diritto). Poi, santa cosa, imputa ai sindacati, nella circostanza della Cisl, di somigliare sempre più ai partiti. Tema: le diseguaglianze sociali. Francesco ha definito inaccettabile il rapporto tra pensioni d’oro e chi non arriva alla fine del mese. Un nuovo patto sociale per il lavoro, auspica Francesco: meno ore di lavoro per chi è vicino al pensionamento per far posto ai giovani. E le donne?  Da combattere la discriminazione che subiscono, soggetto sociale di serie B, sfruttate. Poi l’invito a lottare per chi perde il lavoro, gli immigrati, i poveri e dito puntato contro la corruzione. E ancora, riflessioni sull’ingiustizia di bambini costretti a lavorare, che non possono andare a scuola, ma anche sullo scompenso di genitori che per il troppo tempo occupato dal lavoro non ne dedicano abbastanza ai figli.

L’impegno “politico” di Bergoglio deve fare i conti con il “sistema” clero, affetto da patologie secolari che lo inquinano e assemblano i poteri forti della Chiesa, antagonisti della rivoluzione di Francesco. L’ultima grana che deve affrontare è il fermo di un monsignore, segretario di un importante cardinale, accusato di festini gay e droga nel palazzo del Sant’Uffizio. I timori per la sua vita di restauratore della legalità interna sono supposizioni non sense, o ha fondamento l’accenno sconcertante del Papa al tempo breve concesso al suo apostolato?

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