METRONAPOLI / ULTIMATUM UE: PERSI I FONDI SE LAVORI NON FINITI PER MARZO 2018

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Metrò nel cuore di Napoli, corsa contro il tempo per realizzare la stazione di piazza Duomo. Se i lavori non verranno completati per marzo 2018 si perderanno tutti i finanziamenti.

L’annuncio è arrivato – come un fulmine nel sempre sereno cielo di Napoli – dal commissario maltese della UE, Martin Bugelli, in visita tra i cantieri del metrò più lungo e più costoso del mondo. Più lungo perchè i lavori sono iniziati oltre 40 anni fa, primavera 1976, e caro perchè ogni chilometro costa il doppio di quello romano e il quadruplo del tunnel sotto la Manica.

Potrà dare un impulso decisivo per accelerare i lavori il prossimo arrivo, sulla poltrona di presidente di Metronapoli, di Ennio Cascetta, fino ad oggi a capo della strategica Unità di Missione al ministero dei Trasporti, vero braccio destro di Graziano Delrio?

Fin dai tempi di Antonio Bassolino sindaco di Napoli e poi Governatore della Campania, infatti, Cascetta è stato considerato il vero e proprio padre del Metrò made in Napoli, bisognoso di non poche attenzioni, visto che fino ad oggi si contano più danni che benefici per la città e i cittadini, come la Voce da anni documenta con inchieste e articoli.

Ennio Cascetta

Ennio Cascetta

A partire dalla montagna di crolli & dissesti fatti registrate in edifici privati e pubblici, come quasi tutte le chiese del centro, senza contare le ripercussioni sulla stabilità già precaria della Galleria Umberto, dove un paio d’anni fa si è registrato un tragico crollo che ha causato la morte di un ragazzo colpevole, in quel giorno, di aver fatto filone a scuola e di passeggiare con i compagni nei pressi della storica Galleria. E ancora: nella memoria collettiva campeggia il crollo di un’intera ala di palazzo Guevara alla Riviera di Chiaia, una strage sfiorata ora al centro di un processo penale.

I lavori del metrò a piazza Duomo hanno subìto un forte ritardo a causa dei tanti ritrovamenti archeologici. Spiega l’architetto Daniela Giampaola: “in primo luogo c’è l’edificio del tempio isolimpico di età ellenistica rifatto poi in età augustea e in età flavia, con le iscrizioni agonistiche e la fontana del periodo medievale. E’ stato completamente smontato e portato in un deposito di Secondigliano, insieme con le barche del porto di Neapolis e con gli altri reperti che attendono ancora una loro ricollocazione”.

Ma chi sarà mai l’archistar della stazione metrò, una cupola trasparente che fa già stropicciare gli occhi al mondo, anche per i cuoi costi? Of course il number one, lui, Massimiliano Fuksas.

Chissà se è a conoscenza del fatto che alla sua cupola non è stato ancora concesso l’ok da parte della Soprintendenza. Un piccolo dettaglio…

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5 aprile 2017

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