Fuori dalla mischia: Renzi si estranea dalla lotteria dei ballottaggi

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Il segretario dei dem sceglie di giocare in difesa, assediato dagli sfascisti della sinistra, che pur rivendicando la coerenza del Pd con la storia del partito, non fanno i conti con la loro impotenza nel costruire l’alternativa al renzismo. L’ex premier, in linea con i machiavellismi della politica, prende le distanze dall’esito dei ballottaggi che impegnano milioni di italiani. Non gli si può negare il fiuto per l’aria che tira nel Paese che lo associa al club dei “metto le mani avanti per non cadere”. Da buongustaio dei menu elettorali sente odor di bruciato, specialmente acre nella sua Toscana (Lucca, Pistoia e Carrara, capoluoghi di provincia, in bilico) dopo i crolli degli scorsi anni a Livorno, Arezzo e Grosseto. Il segretario non partecipa a comizi e manifestazioni, evidentemente per non essere coinvolto in un possibile flop, e al di qua della barricata prova a non issare la bandiera bianca della resa generale invocando la dimensione locale del voto, ma in contraddizione con il giudizio esternato dopo il primo turno, definito coma politico assoluto dei 5Stelle. Se Berlusconi avrà ragione, nell’enfatizzare il possibile prevalere del centrodestra all’indomani del voto, dovrà ricambiare con fiori e cioccolatini quanti si sarebbero uniformatii alle indicazioni antirenziane dei dissidenti dem, pubblicamente impartite dai Bersani, D’Alema, Fassina, Civati, Orlando, Cuperlo, Pisapia e compagni.

Per favore non imbavagliate gli intercettatori della telefonia e per due ragioni: la prima esamina con la matita blu l’incredibile leggerezza di politici, corrotti a vario titolo, uomini e donne in vista dello star system, camorristi, mafiosi e loro interlocutori di ogni risma. Sgombrano la mente dalla consapevolezza di essere ascoltati e registrati, dopo decenni di questo strumento di indagine pubblicizzato dai media. Incoscienza o residua convinzione di impunibilità? Non mettiamoli in guardia. E poi, come compensare altrimenti il “divertissement” intrinseco a particolari conversazioni? Dell’ultimo c’è da essere grati a Raffaele Marra, imputato di concorso in corruzione con Scarpellini. Parla al telefono della Raggi e come dire, non ci va con i guanti gialli. Dice che la sindaca non ha gli attributi che connotano la virilità maschile e dunque “che c…o lo fai a fa ‘u sindaco?” Si riferisce alla nomina del fratello, contestata dai magistrati, a responsabile del dipartimento “Turismo” del comune d Roma.A proposito di sindaci, non vive momenti di popolarità l’Appendino, in stato di accusa per quanto accaduto in piazza San Carlo e per le violente intemperanze dei “movidari”. Tutto qui? Assolutamente no. Sala, sindaco di Milano del centrosinistra è indagato, nel ruolo di ex commissario straordinario dell’EXPO, per il reato di concorso in falso materiale e ideologico. Il gip del processo sull’appalto della “Piastra” ha respinto la richiesta di archiviazione del caso, Sala si è temporaneamente sospeso da sindaco, pur dichiarando di non conoscere le motivazioni del provvedimento.

 

E’ continua e incalzante la campagna di stampa del Washington Post, autorevole quotidiano Usa, per riempire i tasselli del mosaico di denunce contro Trump con l’obiettivo di farlo fuori con l’impeachment. La Cia, scrive il quotidiano, ha accertato che Putin è stato direttamente coinvolto nell’azione di hackeraggio dei russi per boicottare la candidatura della Clinton a vantaggio del candidato repubblicano. Le prove sarebbero inequivocabili secondo fonti della Cia, in possesso di istruzioni di Putin per sconfiggere la candidata dei democratici, in favore di Trump.

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