DIFENSORE  CIVICO / BAGARRE DALLA LOMBARDIA ALLA CAMPANIA

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Raffica di udienze per la carica di difensore civico, dalla Lombardia alla Campania.

Davanti alla prima sezione del Tar di Milano, infatti, il 21 giugno si dovranno costituire in giudizio il Consiglio e la Giunta regionale della Lombardia e il più votato in occasione del pronunciamento del Consiglio stesso, Carlo Lio.

Una vicenda ai confini della realtà raccontata in un servizio delle Iene, con il numero uno dell’ente, Roberto Maroni, che non sapeva che pesci pigliare; e dettagliata in svariati articoli della Voce. Da essi emergeva che la più alta credenziale fornita dal calabrese Lio – una vita nel sottobosco politico milanese – è la “licenzia media”, il che dimostra il livello del candidato.

Tutto ciò in barba alla legge, che prevede invece una figura “esperta nei campi del diritto, dell’economia e dell’organizzazione pubblica”, tanto più in una Regione come la Lombardia, dove il difensore civico deve essere Garante dei contribuenti, dei detenuti, degli utenti, dei pensionati e di tutti coloro i quali ritengano di essere stati vessati dalla pubblica amministrazione. Un compito non da poco.

Nelle scarne memorie difensive, Giunta e Consiglio forniscono un’interpretazione tutta politca, invece, dell’incarico, come se le competenze fossero un optional. Del tutto assente il criterio fondamentale per la valutazione, quello della comparazione dei curricula. Per tutto ciò, infatti, il profilo di Lio sarebbe stato escluso fin dalle prime battute: anzi, non avrebbe neanche dovuto essere preso in considerazione, perchè una prima selezione a monte andava fatta proprio sui requisiti minimi, neanche lontanamente presenti nel curriculum di Lio.

Stessa musica a Napoli, dove la carica è vacante da tempo. Tutto per un pasticciaccio politico-burocratico che più brutto non si può. La nomina di Francesco Bianco, infatti, è stata contestata da Giuseppe Fortunato (che una decina di anni fa arrivò secondo alla corsa per Mediatore europeo, espresso dal Parlamento di Strasburgo), il quale ha fatto ricorso al Tar, ha vinto ed ha avuto ragione anche in un successivo giudizio al Consiglio di Stato. La nomina quindi è stata annullata, ma il dispositivo non è stato eseguito. Per questo è ora in corso un nuovo giudizio davanti all Consiglio di Stato, con esito finale nell’udienza del 6 luglio, che riguarderà sia i profili di legittimità che di ottemperanza.

Nel frattempo, alla Regione Campania fanno finta di non senitire, e senza fregarsene di niente stanno procedendo alle votazioni per la nomina di un nuovo difensore civico. Incredibile ma vero, senza rispettare minimamente i criteri stabiliti dalla legge, ossia basare il tutto sui requisiti minimi da un lato e sulla comparazione dall’altro. Niente di tutto questo, e dentro con un’informata da 65 e passa nomi, di tutto e di più.

Nel frattempo, comunque, Fortunato ha redatto un’istanza di Mediazione a tutti i componenti del Consiglio regionale della Campania: una sorta di messa in mora, con l’avviso che se non verranno rispettate tutte le leggi in materia, gli stessi consiglieri correranno rischi di pesanti imputazioni civili, penali, amministrative, contabili ed erariali. Non bruscolini.

Forzerà la mano la Regione? E in quali vesti si presenterà davanti ai giudici del Consiglio di Stato alla prossima udienza, quella definitiva, del 6 luglio? Staremo a vedere.

 

Nella foto Roberto Maroni 

 

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