MONNEZZE TOSSICHE / MAXI AFFARI SULL’ASSE  CAMPANIA-PUGLIA

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Monnezze tossiche dalla Campania alla Puglia. Tonnellate su tonnellate di rifiuti anche super tossici interrati o gettati nei corsi d’acqua, fanghi di depurazione, pericolosi contenuti di fosse settiche sparsi nell’ambiente quasi si trattasse di concime. Invece, per avvelenare meglio e fare utili da milioni di euro sulla pelle della gente.

E’ il raccapricciante scenario che emerge dall’inchiesta ‘In Daunia Venenum‘, portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che prende in considerazione un arco temporale che va dal 2010 al 2014. Arrestati imprenditori, faccendieri, politici, colletti bianchi.

Pesanti i reati contestati, che vanno dal traffico organizzato di rifiuti in concorso, alla corruzione, dal falso ideologico in atto pubblico alla realizzazione e gestione di discariche abusive, senza contare una sfilza di illeciti amministrativi.

In un ampio resoconto così dettaglia il Corriere del Mezzogiorno. “Con le intercettazioni, gli appostamenti e i filmati è stato accertato che i rifiuti provenienti dalle province di Napoli e Caserta venivano trasportati dai camion della società Pulitem di Casalnuovo di Napoli presso la Lufa Service di San Severo, nel foggiano. Il quantitativo dei rifiuti – scrivono gli inquirenti – erano assolutamente superiori rispetto a quanto consentito dall’autorizzazione provinciale per essere successivamente smaltiti su terreni che di fatto venivano utilizzati come discariche”. Il tutto su una superficie complessiva non da poco, almeno 70 ettari, oggi del tutto contaminati.

Sorge spontanea la domanda. Dopo l’ottimo incipit, che fine farà l’indagine?

In Campania praticamente tutte le inchieste e poi gli eventuali processi scaturiti sono regolarmente naufragati. A cominciare dal caso ‘Chernobyl‘, che riguardava proprio traffici di rifiuti sull’asse Campania-Puglia. Cominciata dieci anni fa esatti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, l’indagine poi è stata spostata a Salerno, dove il successivo processo è oggi arenato, in attesa della rituale prescrizione. Anche in quella occasione reati gravissimi, colossale scempio del territorio, imprese & camorristi uniti nel business: sempre sulla pelle dei cittadini, come non bastasse la Terra dei Fuochi. 

Commenta un avvocato: “e così sta succedendo per tutti i processi che mai arriveranno a destinazione, sempre per reati ambientali. Uno, in corso di svolgimento a Napoli, riguarda anche il riciclaggio dei proventi da traffici di rifiuti in corse clandestine di cavalli e macellazioni illegali. Un mix da brividi: e in molti casi gli imputati sono gli stessi di altre inchieste. Sanno che possono delinquere tranquillamente, tanto poi arriva la santa prescrizione, e intanto fanno con la pala soldi che nessuno osa toccare”.

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