Sawiris – Caso Pagine Gialle: prima cassa integrazione poi dividendi da milioni

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L’incredibile vicenda dei lavoratori ex Seat Pagine Gialle, il gigante degli elenchi telefonici incorporato da Italiaonline dell’imprenditore egiziano Sawiris, è al centro dell’interrogazione presentata ieri dalla deputata M5S Tiziana Ciprini, componente Commissione Lavoro a Montecitorio, prima firmataria del documento insieme a Claudio Cominardi, Silvia Chimienti, Matteo Dall’Osso, Roberta Lombardi, Davide Tripiedi: prima si chiede il ricorso da lacrime e sangue alla cassa integrazione per circa 600 lavoratori, ma solo pochi mesi dopo si intende distribuire dividendi straordinari agli azionisti da quasi 80 milioni.

Tutto parte dal 2014, quando per la storica società Seat, finita in procedura concordataria, viene messo in campo un piano di salvataggio con ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. In tale contesto il magnate delle TLC Naguib Sawiris ne diventa azionista di maggioranza attraverso Italiaonline, che nel 2016 incorpora Seat Pagine Gialle, rinominata Italiaonline spa, con la perdita quindi della storica denominazione.

Tiziana Ciprini, componente della Commissione Lavoro alla Camera per il M5S. Nell'altra foto Sawiris

Tiziana Ciprini, componente della Commissione Lavoro alla Camera per il M5S. Nell’altra foto Sawiris

Ciprini e i colleghi pentastellati si rivolgono ai ministri Poletti e Calenda, cui ricordano innanzitutto come nel 2016 Italiaonline, nel corso di un incontro al Mise, avesse siglato un accordo con i sindacati sottoscritto anche dal dicastero del Lavoro. L’intesa stabiliva in primo luogo «il ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria fino a giugno 2018 per 306 posizioni a zero ore e per 420 posizioni a orario ridotto per 4 giorni al mese, oltre a 100 uscite incentivate», ma prevedeva che nell’arco dei successivi tre anni, in linea con la strategia di rilancio, Italiaonline assumesse circa 100 “nativi digitali”, con competenze specifiche, per supportare il conseguimento degli obiettivi previsti dal Business Plan.

Colpo di scena il 6 aprile scorso, quando gli azionisti di Italiaonline chiedono di incassare una distribuzione di “utili” per oltre 79 milioni di euro: «in data 6 aprile 2017 – si legge infatti nell’interrogazione a risposta scritta depositata ieri – Italiaonline ha pubblicato un comunicato stampa aziendale con il quale si evidenzia che i soci/azionisti della società hanno presentato una richiesta d’integrazione all’ordine del giorno dell’Assemblea degli Azionisti convocata per il 27 aprile 2017 per trattare un nuovo argomento: “Distribuzione di parte delle riserve distribuibili risultanti dal Bilancio d’esercizio di Italiaonline S.p.A. chiuso al 31 dicembre 2016 attraverso il pagamento agli azionisti di un dividendo straordinario complessivo di Euro 79.419.475,38 ossia pari a lordi Euro 0,692, per ciascuna delle n. 114.761.225 azioni ordinarie e per ciascuna delle 6.803 azioni di risparmio“; inoltre gli Azionisti hanno richiesto di mettere in pagamento il predetto dividendo straordinario in data 10 maggio 2017, con stacco cedola l’8 maggio 2017 e record date il 9 maggio 2017».

Mentre insomma si chiedono pesanti sacrifici ai lavoratori a spese della collettività, con l’altra mano si vorrebbero distribuire dividendi milionari.

Non ci stanno naturalmente i sindacati, tanto che SLC CGIL, FISTel CISL e UILCOM UIL, dopo lo sciopero dichiarato il 27 aprile scorso, sottolineano oggi come non sia giustificabile «che un’azienda che ha sottoscritto un accordo sindacale con una ingente riduzione della forza lavoro possa, a distanza di quattro mesi, erogare un dividendo straordinario di questo valore, laddove i dati relativi ai ricavi 2016 non potrebbero minimamente garantire e presupporre una remunerazione extra agli azionisti». La protesta delle organizzazioni di categoria viene rilanciata nel documento dagli interroganti. I quali ribadiscono come appaia effettivamente poco comprensibile «la scelta dell’Amministratore delegato di distribuire un dividendo di tale portata laddove tale liquidità di cassa poteva essere utilizzata anche per il rilancio aziendale, per il rinnovamento dei prodotti, per la formazione dei dipendenti in cassa integrazione e per la crescita aziendale, così da attenuare anche il peso degli ammortizzatori sociali a carico dello Stato».

Di qui la richiesta ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico di aprire un nuovo tavolo di confronto, anche in collaborazione con la Regione Lazio, con lo scopo di «verificare le intenzioni e le recenti scelte aziendali portate avanti dal management di Italiaonline, con l’obiettivo di favorire l’elaborazione di una seria strategia condivisa dalle parti sociali interessate che abbia come fine prioritario la centralità del rilancio dell’attività aziendale, il rinnovamento dei prodotti e il mantenimento dei livelli occupazionali, ovvero un ridimensionamento delle ricadute derivanti dalle decisioni aziendali di riduzione dei livelli occupazionali».

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