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IL GOVERNO PIU’ AMATO DALLE BANCHE


9 maggio 2017 autore: ELIO LANNUTTI



bankster

I governi non eletti (Gentiloni, Renzi, Letta), facendo felici gli istituti di credito, alla ricerca di nuove terre vergini da esplorare- come profetizzava Zigmunt Bauman- hanno offerto numerosi regali ai banchieri, i cui interessi non coincidono mai con quelli di famiglie e Pmi, con l’evidente finalità di consegnare il destino degli italiani,  già ipotecati da vite a rate per la perdita del potere di acquisto, chiavi in mano dalla culla alla tomba, nelle grinfie di banche e compagnie di assicurazioni. 

   Adusbef, che il prossimo sabato celebra a Roma (Hotel Forum) 30 anni dalla sua fondazione (13 maggio 1987), non ricorda a memoria una spudorata decretazione, spesso d’urgenza,  come nell’attuale legislatura iniziata nel febbraio 2013 (ben 16 provvedimenti), ad esclusivo vantaggio di banche ed assicurazioni, con conseguenti oneri e stangate sui cittadini, costretti ad allungare l’esercito di debitori cronici, se non a fare la fila alle mense della Caritas, solo per sfamarsi.

  I gravosi oneri dei 16 provvedimenti a favore delle banche, i primi 4 di Letta; ben 9 del Governo Renzi, gli ultimi 3 di Gentiloni, gravano sulle spalle dei cittadini, famiglie, PMI e della fiscalità, generale, anche con l’aumento del debito pubblico, arrivato a 2.240,1 mld di euro. Ecco quali.

Il Governo Gentiloni

Il Governo Gentiloni

1)      Nel 2013 il primo provvedimento a favore delle banche dal Governo di Enrico Letta, la fiscalità di vantaggio sulla deducibilità delle perdite, passate da 18 anni a 5 anni, valutato da Mediobanca 19,8 miliardi di euro; (portato dal Governo Renzi ad 1 anno);

2)     Le garanzie sulle obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 161 miliardi di euro, che hanno generato esborsi alle banche di affari (Fonte Eurostat) di 24 miliardi di euro dal 2013 al 2016;

3)      La pubblica malleva sulla Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle banche di pagare i dividendi alle Fondazioni bancarie;

4)      La rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro per offrire dividendi pari a 1,060 mld di euro alle banche socie, con la durissima battaglia in Parlamento dei portavoce del M5S, espulsi dall’aula perché gridavano ‘onestà’;

5)      Il recepimento della direttiva BRRD (bail-in) per l’esproprio criminale del risparmio approvato in Europa all’insaputa del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, del Ministro Pier Carlo Padoan, ieri di Vegas (Consob), che ne hanno chiesto la successiva revisione;

6)      Il decreto salva-banche del 22 novembre 2015, che ha azzerato i risparmi di una vita a 130.000 famiglie, truffate e prese in giro da Governo e ministri ostili, che provano odio feroce verso le vittime che reclamano i propri diritti, con manifestazioni, presidi e sit-in;

7)      L’esproprio delle case in assenza di 7 rate (portate a 18 dopo le proteste) di mutuo non pagate direttamente dalla banca, senza passare per la legittimità di un giudice terzo;

8)      Lo sconto per i trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie con l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non più assoggettata da un’aliquota del 9%, ma nella misura fissa di 200 euro;

9)      La riforma delle banche popolari (bocciata dal Consiglio di Stato), varata dal governo Renzi nel 2015, in ossequio ai desiderata delle banche di affari, dei grandi fondi e della finanza internazionale, per mettere le mani sul risparmio degli italiani, rimuovendo gli ostacoli rappresentati dal voto capitario, che intralciava il far west dei mercati senza regole, che si nutrono di denaro dal nulla, di swap e derivati tossici, per alimentare l’avidità della finanza speculativa;

10)  Il prestito vitalizio ipotecario a tassi esagerati e ricapitalizzati per sottrarre agli eredi i risparmi immobiliari, costati sacrifici, sudori ad intere generazioni e dure vite di lavoro;

11)  La Bad Bank con la garanzia statale sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs), concessa alle banche ed altri intermediari, con dotazione iniziale del Tesoro di 120 milioni;

12)   La ricapitalizzazione degli interessi, che genera 2 miliardi di euro l’anno a favore delle banche, disposto dal nuovo art.120 del Tub (Testo Unico Bancario) entrato con legge dello Stato nella prassi bancaria, trionfalmente figurata dalla stampa di regime, come norma che ha determinato “la fine dell’anatocismo”, prima vietato nel 2014 e poi resuscitato a cadenza annuale, in pieno spregio della Giurisprudenza unanime;

13)  L’anticipo pensionistico (Ape), la cui concessione di forme creditizie per 43 mesi di anticipo, nasconde l’ennesimo regalo a banche ed assicurazioni, con onerosi costi assicurativi per i richiedenti e ricchi introiti per le banche che non rischiano alcunché. Ipotizzando un tasso del 3%, per una pensione da 1.000 euro al mese (con 3 anni e 7 mesi di anticipo), si paga una  rata di circa 200 euro al mese per 20 anni; per una pensione di 2.500 euro al mese, l’utilizzo dell’APE porta la decurtazione del 20% della pensione, con rata di 500 al mese;

14)  Il Governo Gentiloni, arrivato a Palazzo Chigi il 12 dicembre 2016 col governo ‘fotocopia’ dopo le dimissioni di Renzi per la dura batosta al referendum JPMorgan del 4 dicembre,  non poteva sfatare la tradizione di fedele maggiordomo dei banchieri, infilando ulteriori regali, il primo da 20 miliardi nel Cdm de 19 dicembre 2016, spacciato per decreto “salvarisparmio” per salvare le banche e l’omessa vigilanza di Bankitalia e Consob;

15)  Nella ‘manovrina’, per completare l’opera, il secondo ulteriore regalo di sconti fiscali per gli istituti di credito che navigano in cattive acque, camuffate nei  parametri di Aiuto alla crescita economica (Ace), meccanismo fiscale nato nel 2012 per premiare gli imprenditori che fanno investimenti attraverso sgravi sugli apporti di capitale effettuati. Ulteriori soldi pubblici (stimati in circa 1,3 mld di euro), per favorire banche decotte, che per evitare la bancarotta hanno bisogno di soldi pubblici, come MPS che ha già appostato 891 milioni di euro sotto forma di minori tasse nel prossimo trimestre, con conseguente miglioramento di utile e patrimonio netto. Mentre le Banche Venete potrebbero usufruire di oltre 400 milioni di euro di sconti fiscali, come premialità di vantaggio per i crac addossati a 210 mila famiglie, truffate ed azzerate da una gestione criminale del credito e del risparmio.

16)  Ultimo regalo, il  DDL Concorrenza (oltre al Telemarketing selvaggio ed alla fine del mercato tutelato, per offrire sotto le mentite spoglie della competizione ai predoni elettrici e del gas una diminuzione della concorrenza ed un aumento delle bollette del 20% sulla luce pari a circa 42 euro l’anno, ben  68 euro per il gas, con la principale ricaduta di aggiustare i conti delle aziende energetiche a spese dei consumatori domestici e delle piccolissime imprese), apre il mercato dei lavori privati alle società di ingegneria, costituite in forma di società di capitali o cooperative (finora potevano lavorare solo nel pubblico), offrendo agli istituti di credito, la possibilità di aprirsi le loro società di ingegneria e monopolizzare l’intero mercato delle abitazioni private, tutto in un unico pacchetto, che comprende mutuo, assicurazione, agenzia immobiliare e ristrutturazione della casa.

Questi 16 bei ‘regali’, concessi dal 2013 e nell’attuale legislatura alle banche da governi e maggioranza, per premiare i banchieri e distratti vigilanti come Bankitalia e Consob che non pagano mai il conto dei disastri provocati, mentre vittime ed espropriati del ‘salva banche’, attendono gli arbitrati, rappresentano  generosi cadeaux che devono essere divulgati e resi pubblici, rompendo la cappa di omertà e la censura dei mass media di regime, per offrire ai cittadini vessati, strangolati, usurati e saccheggiati dal sistema bancario, materia di conoscenza e riflessione sul ruolo di governi ‘camerieri prediletti dei banchieri’.




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