TOSCANA / INCENTIVI  PER I PEDIATRI  CHE VACCINANO  GLI ANZIANI 

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Vaccini, infuriano le polemiche. Soprattutto dopo la clamorosa radiazione del cardiologo trevigiano Roberto Gava da parte del locale Ordine dei medici. Tutti in coro ad applaudire, dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin alla farmacista e senatrice a vita Elena Cattaneo allo scienziato e produttore di vaccini Roberto Burioni.

Intanto ci arriva una segnalazione dalla Toscana, come ci è capitato diverse volte, negli ultimi tempi, proprio sul tribolato fronte dei vaccini. “Andate a vedere cosa dice una delibera, poi messa in pratica, di un anno e mezzo fa che dà incentivi ai medici che fanno vaccinazioni”.

La ricerca non è semplice ma alla fine veniamo a capo della delibera del 6 ottobre 2015, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana il 21 ottobre dello stesso anno. E che potete leggere nella sua completezza cliccando sul link in basso.

Partiamo dal titolo della delibera, “Approvazione schema di accordo sugli incentivi da erogare ai medici di medicina generale per la campagna di somministrazione agli assistiti ultrasessantacinquenni di vaccino antinfluenzale, antipneumococcico e della vitamina D3 per l’anno 2015-2016”.

Dopo una sfilza di ‘premesso che’, ‘visto che’, ‘rilevato che’, ‘ritenuto che’, eccoci al nodo della delibera. Che la suo primo punto così stabilisce: “la campagna di prevenzione sull’anziano 2015-2016 comprenderà la vaccinazione antinfluenzale, antipneumococcica sulle categorie a rischio e sui nati nel 1950, nonché l’azione di promozione al corretto utilizzo della vitamina D”.

Poi, al terzo punto: “le Aziende sanitarie, nel quadro del coordinamento regionale delle attività di profilassi antinfluenzale e al fine di assicurare il più ampio ricorso alla vaccinazione da parte delle categorie interessate anche negli anni 2015-2016, coinvolgano in primis i medici di medicina generale e i pediatri di famigia per assicurare la somministrazione gratuita del vaccino ai propri assistiti inseriti nelle categorie a rischio”.

Quindi eccoci al quarto punto: “per le prestazioni nell’ambito della campagna di vaccinazione intinfluenzale 2015-2016, tenuto conto dei tariffari esistenti, l’entità del compenso per ciascuna prestazione per i medici di medicina generale è di euro 6,16 e per i pediatri di famiglia 20,66 euro ad atto vaccinale secondo quanto previsto dall’Accordo regionale vigente”.

Infine, al punto otto, si impegnano le Aziende Usl affinchè “assicurino la fornitura ai medici del materiale necessario (vitamina D, vaccini, siringhe, schede e materiali divulgativi) provvedendo al pagamento delle prestazioni con la quota di Fondo sanitario assegnato, nonché all’erogazione di premi incentivanti da liquidare al raggiungimento di definiti volumi di prestazioni effettuate con quote del Fondo sanitario regionale”.

Sorgono a questo spontanee alcune domande.

Primo. La campagna toscana per il 2015-2016 è specificamente prevista per gli anziani. Più precisamente viene fatto riferimenti a over 1950.

A questo punto, la cifrà più forte non è stabilita per i medici generale, ma per i pediatri. Che, fino a prova contraria, curamo i bimbi, e non gli over 1950. Oppure – e forse non lo sapevamo fino ad ogggi – sono ora previsti incentivi speciali per i pediatri che vaccinano gli anzianti? E i geriatri, a questo punto, non sollevano proteste?

Con tutti i tagli alle spese, non pare eccessiva una cifra, comunque, di 20 e passa euro a siringa? Un bonus tanto all’ago? Un cottimo per inoculazione?

Ancora: si parla di ‘premi incentivanti’. E poi di ‘definiti volumi di prestazioni’. Non fa a pugni – un frasario del genere – con la tutela della salute pubblica e soprattutto dei bambini?

Oppure tanto al pezzo?

 

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