Esodo di pezzi pregiati del made in Italy

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E’ la solita storia. Imprenditori big dell’italian food valutano più comodo e conveniente liberarsi delle loro aziende, intascare cifre milionarie e godersi la vita ai Caraibi, magari comprando un atollo da favola. L’elenco di imprese del settore finite in mani di rapaci multinazionali americane, cinesi e soprattutto francesi, si allunga sempre più e priva il nostro Paese di un’eccellenza remunerativa e di gran ritorno di immagine. Il risultato? Finiscono in mani straniere pastifici, industrie conserviere, di prodotti dolciari, agroalimentari, catene di supermercati, produttori di olio e vini. Al danno si coniuga la beffa di una blanda, insufficiente protezione del made in Italy e furbi di ogni razza spacciano per italiani formaggi, latte, carne…L’ultimo esodo è di un superprodotto doc, il prosciutto San Daniele, quello che le massaie pretendono dal salumiere di fiducia. Da oggi in poi sarà in maggioranza targato Francia, accaparratrice principale dei nostri marchi più pregiati. L’acquisto delle quote di maggioranza del prosciuttificio italiano è stato concluso dal gruppo CA Animation che include le società Lost Tradi France e Jean Larnaudie. Nel caso del San Daniele, la proprietà italiana, ora in minoranza, continuerà a gestire l’azienda, presente in 22 paesi del mondo, ma ancora per quanto tempo? Il sospetto è che acquisite le conoscenze dell’impresa gli acquirenti la “francesizzino” totalmente. Il commento all’operazione: Dall’Ava (del San Daniele) diventerà un’importante piattaforma del gruppo CA Animation per il suo sviluppo in Italia, ma anche come base negli Usa dove non è ancora presente”. Il teorema dell’esproprio sarà così compiutamente dimostrato.

 

Il nuovo mondo in 3D

Importa poco capire i segreti di un miracolo della tecnologia che si prepara a rivoluzionare il futuro della produzione industriale e non solo. Conta stupirsi, ma accettare, perché verosimile, un’applicazione che gli autori del genere fantascienza avrebbero trasferito nei loro libri fino a qualche anno fa. La notizia choc racconta che con una stampante tridimensionale, al costo di diecimila euro, l’Apis Cor ha ricavato in Russia una casa di due locali. L’impresa, sembra incredibile, ha richiesto meno di 24 ore di lavorazione. E’ automatico pensare alle migliaia di persone che hanno perduto tutto per il terremoto in centro Italia e più in generale al dramma dei senza tetto in ogni parte d’Italia, all’inevitabile lentezza dei piani di ricostruzione, alle poche casette realizzate in molti mesi per gli sfollati.   La casa costruita in Russia è di 37 metri quadrati, ha una piccola stanza d’ingresso, bagno, soggiorno e cucina. Secondo i costruttori può durare 175 anni. Fondatore della Apis Cor è il geniale Nikita Chen-Yun-Tai. Ricorda di aver “stampato” una casa a due piani in Cina e in loco. La rivoluzionaria notizia va a braccetto con un altro prodigio tecnologico. E’ stato realizzato un drone che prevede l’abitacolo di un guidatore e può sopportare il peso di cento chili, incluso il bagaglio. A quando i semafori nelle vie del cielo che saranno solcate da miriadi di droni?   (Nella foto la casa in Russia realizzata con la stampante in 3D)

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