GIALLO MORO / SBIANCATO DAL COMPAGNO PERSICHETTI. SERVIZI PERFETTI…

Condividi questo articolo

Giallo Moro, ecco la soluzione! Dopo anni e anni di ricerche, indagini a vuoto, controinchieste, depistaggi, servizi a tutto campo, mezze ammissioni, confessioni oltreoceaniche, finalmente arrivano i 3 magi a portarci in dono la Verità.

Ad effettuare lo scoop da Pulitzer la firma del Corsera sul fronte dei misteri, Giovanni Bianconi, che in un’intera paginata del 4 marzo lancia la Notizia delle Notizie: “L’auto parcheggiata in via Caetani per tenere il posto alla Renault 4 con Moro”. Abbiamo sbagliato pagina? Parla di taxi? Oppure di sosta selvaggia? O dei parcheggiatori abusivi partenopei?

No, il fiero Bianconi è in sella per presentare un volume destinato a Strega o Campiello – fate voi – e a sbancare in libreria, folle all’assalto del bookshop più vicino per accapigliarsi fino all’ultima copia.

Il masterpiece è un tomone che scagliato sul cranio può risultare letale, 534 pagine al costo di 28 euro.

Editrice Derive (proprio) Approdi (chissà dove), s’intitola “Brigate Rosse – Dalle fabbriche alla campagna di primavera” , e viene (poveri noi) annunciato dal trombettier Bianconi “come il primo volume di un lavoro, condotto da due storici di professione, Marco Clementi e Elisa Santelena, e un ‘ricercatore indipendente’, Paolo Persichetti, che ha la particolarità di aver aderito alle BR-Unione dei comunisti combattenti e per questo è stato arrestato, condannato e ha scontato la pena dopo essere stato estradato dalla Francia”.

Un lavoro di cesello – come trasuda dalle parole di Bianconi – quello dei tre analisti, i quali si sono potuti abbeverare a una serie di fonti, in particolare i documenti resi disponibili da San Renzi, che ha deciso di alzare il sipario su tutti i misteri d’Italia (sic). Così celebra Vate Bianconi: “Gli autori hanno potuto contare sulle testimonianze indedite di alcuni ex brigatisti, ma soprattutto hanno potuto consultare per mesi carte trasmesse all’Archivio di Stato dagli apparati di sicurezza in seguito alle direttive degli ex presidenti del Consiglio Prodi e Renzi, che hanno tolto il segreto di Stato su molta documentazione relativa ai cosiddetti anni di piombo”.

Ma eccoci alla Grande illuminazione: “E’ la prima ricerca di questo tipo – svela Bianconi – la cui conclusione porta a sostenere che il sequestro Moro fu la logica evoluzione della strategia messa in campo dalle Br all’inizio degli anni Settanta e il suo epilogo la tragica ma quasi inevitabile conseguenza della contrapposizione frontale tra lo Stato e i partiti che lo rappresentavano da un lato, e dall’altro i terroristi”.

Quando anche i bimbi delle scuole elementari, oggi, sanno bene che tra Stato e cosiddetto antistato (brigatista allora, mafioso oggi) non c’è alcuna divaricazione; ed il secondo è solo uno strumento operativo del primo (in fase di killereggio/stragismo, a seconda delle contingenze/convenienze).

Indomito prosegue nell’analisi 007 Bianconi: “Senza misteri che nasconderebbero patti segreti, verità indicibili, collaborazioni occulte e inquinamenti dell’azione brigatista. Una sorta di controinchiesta rispetto a quella condotta dalla nuova commissione d’inchiesta parlamentare incaricata di provare a svelare nuovi segreti del caso Moro, ancora in attività e già foriera di scoperte e ulteriori acquisizioni”.

Ha mai sentito parlare, lo Sherloch de noantri, di un certo Steve Pieczenick che di sua spontanea volontà ha raccontato al giornalista francesce Daniel Amarà, esattamente dieci anni fa, la sua missione di agente speciale per spalleggiare l’allora ministro degli interni Kossiga perchè Moro “doveva morire”, come hanno poi docomentato con un mare di prove & documenti Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato nel loro libro, proprio Doveva Morire?

Ha mai sentito parlare, il Poirot arruolato dal Corsera, di una rivista chiamata “Theorema”, uscita per alcuni a mesi, come una meteora, a Roma nel 2010, per poi sparire nell’universo rosso/nero di nazifascisti & servizi? Che quella rivista voluta dal camerata (e allora sindaco) Gianni Alemanno era diretta “scientificamente” da Mario Mori, ia super capo del Sismi che non ha controllato quel covo zeppo di segreti di Totò Riina e non ha catturato Bernardo Provenzano quando sarebbe stato facile come bere un bicchier d’acqua? Sa – Vate Bianconi – che la firma di punta di quel Theorema era Mario Morucci, il telefonista delle Br, l’uomo che comunicò l’ubicazione del cadavere dello statista Dc nella Renault rossa di via Caetani?

E ora lo scoop storico dell’auto parcheggiata in via Caetani. Totò – mi faccia il piacere al seguito – aiutaci tu…

 

QUI L’ARTICOLO DELLA VOCE DI GENNAIO 2011

art Brigate Rossonere gennaio 2011

 

Brigate rossonere-gennaio 2011-1

Brigate rossonere-gennaio 2011-2

Condividi questo articolo

Lascia un commento