SOLIDARIETA’ ALLA RAGGI PER IL NO ALLO STADIO-SCEMPIO DI ROMA

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Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato

Solidarietà al sindaco Virginia Raggi e all’assessore Paolo Berdini e ai consiglieri regionali del M5S guidati da Gianluca Perilli per il coraggioso NO allo stadio di Tor di Valle, che appare una speculazione ai danni dei cittadini con tre 3 torri di 220 metri e effetti devastanti sul territorio romano.

Il progetto, voluto dalla giunta Ignazio Marino, trovò l’opposizione del M5S. Il parco di affari sarebbe uno scempio col suo 85% di metri cubi per le Torri rispetto al 15% previsto per lo stadio. Il Business Park è fuori dal piano regolatore. Le Torri, ideate da architetti americani suggestionati dallo scenario di Manhattan, non servono allo stadio. Il complesso servirebbe a procurare ingiusti guadagni al proponente e soci, mentre i cittadini pagherebbero più tasse. I cittadini hanno detto NO alle Torri con la Delibera 2 novembre 2016, all’unanimità, del IX Municipio di Roma. Che critica il mancato recupero voluto dalla legge, «di impianti sportivi esistenti o la scelta di aree edificate»; il promotore, anzichè vagliare le 81 proposte, ha preferito una speculazione devastante per problemi di traffico e la proposta in variante del Piano Regolatore Generale, non prevista dalla Legge. Oltre al fatto che nella zona ci sono strutture enormi non usate, come le Torri che ospitavano il Ministero delle Finanze, quella dell’ENI e l’edificio INPS a Piazza Marconi.

Il Sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo riconobbe il rischio idrogeologico dell’area di Tor di Valle, in base a «informazioni acquisite dall’Autorità di Bacino del Tevere», dell’agosto 2015 secondo cui l’area è a «rischio idraulico per esondazione del fosso di Vallerano e a rischio idraulico potenziale per deflusso e accumulo idrico di tipo meteorico», rilevando che «l’area scelta non è idonea alla realizzazione di un’opera da 1 milione di metri cubi di nuova edificazione, di cui l’80% riguarda usi estranei all’impianto». Ed anche  la Soprintendenza per le Belle Arti di Roma guidata da Margherita Echberg si è espressa contro lo Stadio Tor di Valle. Rilevando che le valutazioni di impatto ambientale non siano sorrette da tutti i documenti richiesti dalla Soprintendenza (dal 2014, con 4 lettere alla società Roma). In più, la Roma è accusata «di non avere coinvolto il ministero dei Beni culturali».

Il progetto del nuovo stadio

Il progetto del nuovo stadio

D’altronde l’assessore Berdini il 18 novembre 2016, in Regione Lazio, criticò la località scelta dal privato, e aggiunse: «dobbiamo ingoiare 3 Torri da un milione di metri cubi». «Che facciamo, cancelliamo gli uffici alla Bufalotta e regaliamo degli uffici a Tor di Valle? Per uno Stadio in un’area naturalistica molto bella con 10mila mq di servizi commerciali, con un Parco fluviale straordinario». «Se non fermiamo questa macchina scellerata per cui regaliamo volumetria in cambio di opere pubbliche, siamo al fallimento (sic). Ci sono 13 miliardi (sic) di debiti di Roma per mala-urbanistica». Negozi, alberghi, uffici e ristoranti. Tutte cose che si risolverebbero in maggiori tasse a carico dei romani, gravati da tributi insostenibili.

Infine l’articolo 41 della Costituzione afferma: «l’iniziativa privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana». Qui l’utilità sociale è violata, essendo gli impianti e le torri causa di danno al patrimonio paesaggistico, storico e artistico di Roma e del Paese, e una minaccia alla salute e alla sicurezza. La norma di cui all’articolo 41 fu violata dall’amministrazione Marino con la Delibera del 2014. La Consulta ha ribadito che la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, di cui all’articolo 9 della Costituzione, concerne interessi pubblici, distinti dalla materia urbanistica o dal governo del territorio interessi sovraordinati a quelli diretti al razionale assetto del territorio (Sentenza 5 maggio 2006 n° 182 e 7 novembre 2007 n° 367, e 30 maggio 2008 n° 180), quali quelli che riguardano l’autorizzazione a costruire l’impianto sportivo. Siamo sicuri che L’Amministrazione farà cose utili alla città, non queste che vanno contro Roma eterna.

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