STRAGE DI VIAREGGIO / GIP E FERROVIE UNITI NEL COLPO DI SPUGNA. E LA CORTE? 

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Strage di Viareggio, un copione già scritto per la sentenza del 31 gennaio? Sembra di sì, visto l’esito della perizia dei consulenti tecnici nominati dal gip, Simone Silveste, esito che coincide in pieno con la tesi delle Ferrovie: unico colpevole il destino cinico e baro, per la tragica morte di 33 passeggeri che quel 29 giugno ebbero la sventurata idea di viaggiare in treno. Nessun responsabile: né gli ex vertici di FS, l’amministratore delegato Mauro Moretti (oggi al vertici di Leonardo, Finmeccanica fino allo scorso) e il direttore di RFI Michele Elia, né le sette società che avrebbero dovuto garantire la manutenzione di carrozze e impianti, né tantomeno la Aversana Petroli, la società dei fratelli Cosentino (il numero uno, Nicola, Nick ‘O Mericano, è stato condannato in via definitiva per associazione camorristica) mai tirata in ballo eppure protagonista della story per via del gpl trasportato in quella notte.

Ecco cosa hanno scritto, nella perizia che risale addirittura a 4 anni fa – a dimostrazione della macroscopica lentezza di un processo che si prescrive, per le accuse meno gravi, tra un mese – i periti delle ferrovie e quelli del gip, all’unisono: la causa del disastro è dovuta al “cedimento a fatica dell’assile del primo carrello del primo carro cisterna”, ossia di un pezzo che – guarda caso – si chiama ‘cricca’. Più in dettaglio, secondo i cervelloni, “è stata la cricca a determinare la frattura dell’assile, ed era già presente quando il pezzo di ricambio venne spedito dall’officina tedesca Jughental di Hannover alla officina Cima Riparazioni di Bozzolo, che poi la installò sul carro, circa tre mesi prima dell’incidente”.

Una tesi che fa letteralmente a pugni con quella redatta da una commissione d’indagine nominata a luglio 2013 dal ministero delle Infrastrutture. La causa dello squarcio, secondo i tecnici giunti alle stesse conclusione di quelli incaricati dalle parti civili, e cioè i familiari delle vittime che da 7 anni e mezzo cercano disperatamente giustizia, è da “attribuirsi all’urto contro un picchetto di regolazione delle curve” e “il carro cisterna è stato squarciato a seguito dell’impatto con il picchetto numero 24 posto in uscita della stazione di Viareggio”. Una differenza abissale, perchè il secondo, assai più attendibile scenario implica un responsabilità diretta e concreta dei vertici di Fs & C.

Sarà mai verità il 31 gennaio nell’aula allestita al polo fieristico di Lucca? O i morti di Viareggio rischiano di trasformarsi nelle anime di Gogol e i loro familiari vittime una giustizia sempre più calpestata e oltraggia?

Nella foto Mauro Moretti

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