LEGALITA’ A TOR VERGATA / CI PENSA POLLARI, L’UOMO PER TUTTI I DOSSIERAGGI

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Il Policlinico di Tor Vergata è zeppo di scandali e sotto inchiesta per affari e vicende poco chiare? Bene, ecco la nomina del grande Moralizzatore, il Supervisore per Legalità & Trasparenze: Nicolò Pollari, l’uomo per tutti i segreti di Stato, dal caso Abu Omar al dossieraggio di privati cittadini – magistrati, giornalisti e oppositori politici – per ben quattro anni, dal 2002 al 2006.

Su quella poltrona Pollari è stato scelto dal rettore di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, biologo, noto alle cronache per la prova del Dna su Massimo Bossetti nel giallo di Yara Gambirasio, dopo aver testato migliaia e migliaia di bergamaschi (e la conseguente spesa milionaria per le casse dello Stato).

Fior tra fiori, ecco su cosa ha indagato (o indaga) la magistratura. Si va dai test d’ingresso alla facoltà di medicina, spesso e volentieri taroccati, alle liste d’attesa nella più perfetta deregulation, ai medici che lavorano in centri privati quando dovrebbero nello stesso tempo essere in servizio nelle strutture del Policlinico, fino alle condizioni di precarietà, sovraffollamento e degrado sovente denunciate da pazienti e loro familiari. In più, sul groppone di Novelli pesa ancora un’indagine della procura chiamata a chiarire quanto denunciato da un ricercatore di diritto amministrativo, escluso da un concorso per docente e poi destinatario – secondo l’esposto di Giuliano Gruner – di minacce tese a fargli ritirare quell’esposto.

Più note le vicissitudini di Pollari, il quale per le sue attività spesso border line ha sempre invocato il segreto di Stato, assecondato da tutti i premier (Berlusconi, Prodi, Monti, Letta, Renzi, perfettamente allineati e coperti). Così è successo sia per il rapimento dell’imam Abu Omar che nella vicenda del maxi dossieraggio. Risibile, in quest’ultima spy story, l’apposizione del segreto di stato, facile copertura per ogni deviazione e attività illecita: i dossieraggi (tra intercettazioni telefoniche, con ogni probabilità anche ambientali, tentativi di delegittimazione e via delinquendo) infatti non avevano a che fare con alcuna attività di “difesa dello Stato” da eventuali aggressioni esterne o estere; ma erano solo attività private di intelligence contro cittadini inconsapevoli, ma pagate con fondi dello Stato! E’ comunque ancora in vita l’azione civile intentata da molti spiati alla presidenza del consiglio per il risarcimento dei palesi danni subiti.

La nomina di Pollari al vertice del Sismi nel 2001 venne caldeggiata a Berlusconi dal suo amico don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele.

Ed ecco altri affari, via San Raffaele, che riportano in tempi più recenti a bomba. Cioè a Pollari. Per la realizzazione del parco biomedico romano, promosso dal San Raffaele, Pollari avrebbe svolto un ruolo significativo. E per questo ricompensato in natura, ossia con un maxi sconto (pari a circa mezzo milione di euro) sull’acquisto di una villa da mille e una notte (400 metri quadrati più piscina e 1.300 a parco) in quel di Mostacciano, nel ricco agro a ridosso della capitale.

Da fresco pensionato (ultima poltrona quella di consigliere di stato), potrà godersi la tintarella tra nuotate e green. Con un occhio a legalità & trasparenze di Tor Vergata…

 

Nella foto Nicolò Pollari

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