Sosteniamo Grillo, difensore della libertà d’opinione

Condividi questo articolo
Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato

Solidarietà e sostegno a Beppe Grillo per la sua battaglia in difesa della democrazia e della libertà di opinione, di cui il web è espressione fondamentale. Senza il M5S e senza il web non avremmo vinto la battaglia del 4 dicembre all’insegna della verità e nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione.

Vorrei ricordare ciò che scrisse Aldo Moro durante la prigionia: «La stampa italiana costituisce un enorme problema sia per quanto riguarda il suo ordinamento e sviluppo, sia per quanto riguarda la sua indipendenza. Il tema fu già posto da Einaudi alla Costituente, ma né allora né dopo si è riusciti a risolvere questo enorme problema di libertà e di diritti umani. (…) Il Paese è dominato da cinque o sei testate. Questi giorni hanno dimostrato come sia facile chiudere il mercato delle opinioni. Non solo non troverai opinioni ma neppure notizie. (…) La stessa macabra grande edizione sulla mia esecuzione (Moro si riferisce alla messinscena della presenza del suo cadavere nel lago della Duchessa, ndr) può rientrare in una logica, di cui non è necessario dare ulteriori indicazioni».

Moro lamentava l’assenza di notizie corrette sul sequestro e sui suoi appelli. I giornali accreditavano – denunziò Sciascia – la falsa notizia che egli fosse un alieno. In realtà il travisamento dei fatti da parte della stampa si verificò durante tutti 55 giorni di prigionia. Dopo il 18 aprile 1978 la stampa si prestò al gioco del potere politico che voleva la morte di Aldo Moro e sostenne l’autenticità, asserita da Cossiga e Andreotti, del comunicato numero 7 sul lago della Duchessa sicuramente falso, che annunciava la morte di Moro e la presenza del cadavere nel lago della Duchessa.

In realtà il problema delle false o omesse notizie, fatte le debite eccezioni, è un problema grave di stampa e TV italiana, che non a caso è al 73 posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa. Cosa dice Giovanni Pitruzzella rispetto a questo scempio che riguarda democrazia e diritti umani? Lui che sarebbe stato nominato presidente dell’antitrust anche per volontà di una persona che lui stesso assisteva sul piano giudiziario?

Condividi questo articolo

Lascia un commento