MORTI RUSSE SOSPETTE – NON SONO COINCIDENZE

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Giulietto Chiesa.

Giulietto Chiesa.

L’assassinio in diretta dell’ambasciatore russo ad Ankara e l’attentato all’aereo precipitato nel Mar Nero dimostrano che è in atto una strategia ben mirata contro Mosca. Nessuna coincidenza, la mia interpretazione sulla base dei fatti e delle deduzioni che si possono trarre, è che c’è in atto un’aggressione coperta contro la Russia da parte di una forza molto potente, che è in grado di uccidere o di far uccidere un ambasciatore o di abbattere un aereo militare carico di civili. Si tratta di una vera e propria offensiva politica che non può essere resa nota neanche dai russi, ma di cui le autorità russe sono perfettamente al corrente.

La vittoria che i russi e Bashar al Assad hanno riportato ad Aleppo contro le forze jihadiste ha creato una forte irritazione anche negli Stati Uniti. Non mi riferisco tanto al presidente Obama, quanto a certi gruppi che hanno fino ad oggi sostenuto quelle stesse forze che i russi e le forze governative hanno spazzato via. Gruppi che hanno sempre cercato di condizionare le sorti geopolitiche del mondo, Siria compresa, sbarazzandosi di Assad e consegnando il Paese ai suoi nemici. Gruppi legati ai servizi segreti che stanno restituendo pan per focaccia.

Quanto ad Erdogan, è stato uno dei principali aggressori della Siria, poi, per motivazioni che non ci sono note, si è riavvicinato alla Russia. In questo momento è in atto una trattativa fra Russia e Turchia, nei prossimi giorni ci sarà un incontro fra Putin, Erdogan e il presidente iraniano alla ricerca di nuove convergenze. Gli interessi della Turchia non coincidono totalmente con quelli della Russia ma credo che l’accordo si stia cercando soprattutto sul destino dei curdi siriani.

L’attentato all’aereo russo è invece un atto di terrorismo molto ben pensato. A mio giudizio l’obiettivo era il Coro dell’armata rossa, che ha un significato politico e morale molto forte. Ritengo si tratti di un assassinio mirato a colpire al cuore il popolo russo e soprattutto lo spirito dei russi, non soltanto le persone.

Papa Francesco nell’omelia di Santo Stefano ha chiesto di pregare per i martiri di Aleppo. Il pronunciamento del Papa mi ha colpito molto, e ovviamente in negativo. Anche intorno a lui evidentemente ci sono forze che hanno interesse a tenere in vita la retorica sui martiri di Aleppo. La città è stata martoriata per anni dai jihadisti ma, guarda caso, si è iniziato ad usare il termine martirio solo quando è partita l’offensiva da parte dei russi e dell’esercito di Assad per riconquistarla. Parlare oggi di martirio nel momento in cui Aleppo è liberata dai suoi aguzzini mi sembra francamente fuori luogo.

 

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