NAPOLI / SAN GENNARO E’ IN VACANZA, ‘A FATICA MANCA MA C’E’ ‘NALBERO

Condividi questo articolo

16 dicembre. Duomo di Napoli, anche San Gennaro va in tilt. Niente miracolo. Per la prima volta da vent’anni.

Ma i partenopei si possono subito consolare con ‘O sindaco, l’arancione Luigi de Magistris che il suo (di miracolo) l’ha fatto in pieno: ‘NAlbero, il più alto del mondo, 40 metri. “Abbiamo superato tutti i record internazionali – gongolano a palazzo San Giacomo – senza neanche considerare ‘O puntale!”. Da stropicciarsi gli occhi, da far cadere lo stadio sotto gli applausi, come neanche ai tempi di Maradona. “Mo’ ci manca solo ‘O pibe come assessore di punta, caso mai al traffico, e poi stiamo una meraviglia!”, colorisce un altro staffista.

Prodigi di una città che riesce a sollevarsi dai suoi baratri quotidiani. Di un primo cittadino che sa alzarla di peso come un suo amico fece con Lazzaro, è capace di farla uscire dalle tenebre per proiettarla “in faccia ‘O sole”, di moltiplicare pani, babà & turisti, di fottersene delle classifiche che mettono la ‘sua’ città in coda a tutte le classifiche per la vivibilità, appaiata a Crotone in fondo al pozzo.

E lui, l’Alcalde, pensa in grande, al Mediterraneo: altro che vicoli sgarrupati e chiese in macerie, monnezze e zoccole (topi di dimensione media). E’ il Mondo che chiama.

Peccato che qualche piccolo dettaglio sfugga al Maestro. Racconta un distinto signore di settant’anni che abita al Vomero, quartiere commerciale nella zona collinare. “Ho saputo che negli ultimi mesi nella zona hanno chiuso 185 esercizi commerciali, e qui ce la caviamo ancora. Non è questione di arrivare a fine mese, è che ormai non si campa più per tutto l’anno. Non conosco una famiglia, una sola, dove i figli non vengono mantenuti dai nonni se va bene, perchè i genitori nemmeno ce la fanno”.

Piazza Nazionale, a poca distanza dalla stazione di piazza Garibaldi. Racconta una signora che fa la fisioterapista: “abbiamo aperto quasi due anni fa un negozietto a mio figlio in questa zona, anche se non siamo di qui, perchè è molto abitata, le gente ha ancora parecchi figli piccoli. Per questo abbiamo pensato a un negozio di articoli per bambini. L’anno scorso è andata male, quest’anno lo stesso, a stento riesce a pagare i fornitori e il fitto del locale, per il resto lui e sua moglie vivono con noi perchè non potrebbero pagarsi un fitto per vivere. Se continua così l’anno prossimo chiude”.

'Nalbero sul lungomare di Napoli. In apertura immagini quotidiane a Porta Nolana

‘Nalbero sul lungomare di Napoli. In apertura immagini quotidiane a Porta Nolana

Interviene un commerciante di calzature. “L’altro giorno un negoziante che sta qui da anni ha mandato in ospedale un ambulante che si era messo a pochi metri. Erano giorni che gli diceva vattene, ma lui niente, perchè aveva avuto la licenza dal comune. Allora gli ha chiavato un cric in capa, e adesso è probabile che va a Poggioreale. Un mese fa uno si voleva aprire una tabaccheria, è arrivato un altro che gli ha detto ‘se qua apri il giorno dopo ti appiccio’. Ma la città è piena di turisti…”.

Facoltà di Economia, incontriamo un gruppetto di studenti. Ecco cosa raccontano. “Nessuna statistica è in grado di misurare il malessere della gente, tanto meno in una polveriera come Napoli. Nessun sondaggio è capace di radiografare il tumore che sta ammazzando il tessuto economico e soprattutto sociale non solo qui, ma nella gran parte delle città del Sud e anche in molte aree del Paese. C’è ormai una rottura totale, una divaricazione incolmabile tra i cittadini e le cosiddette istituzioni, che sono considerate nemici a tutti gli effetti. Gli argini si stanno rapidamente sgretolando e quando arriverà il momento che la metà più uno dei cittadini non riusciranno più a mettere il piatto in tavola per la famiglia, ecco che scoppia ‘o quarantotto”.

Ma da loro arriva anche un’idea: “stiamo lavorando da un po’ a un’idea, una proposta che se c’è una forza politica rimasta in campo degna di questo nome potrebbe far sua in un momento drammatico come questo. Ha il pregio di essere molto semplice, i soliti soloni diranno che è troppo semplicistica e che è anticostituzionale, proprio quelli che caso mai la Costituzione volevano mangiarsela a pezzi e bocconi. Non è la patrimoniale sempre dietro l’angolo e mai attuata, si tratta di una pura operazione che una volta in chimica si diceva dei vasi comunicanti”.

E precisano: “Per un anno vengono bloccati dallo Stato – sempre ammesso che uno Stato ci via ancora – pensioni d’oro, stipendi ed emolumenti che superino un tetto, facciamo 5 mila euro al mese. L’enorme massa di danaro così raccolta viene immediatamente distribuita in due grandi ‘contenitori’: uno dei minimi pensionistici, per portarli da 500 a 1000 euro, l’altro di sgravi fiscali alle imprese collegato organicamente alla creazione di posti di lavoro per i giovani. Tutto ciò significa ossigeno per la produzione e i consumi, creando un circuito virtuoso. Nel caso, si può replicare l’operazione anche per l’anno seguente, fino al raggiungimento di un obiettivo tangibile, una maggiore eguaglianza sociale non a parole, ma nei fatti. Mi sapete dire se non si vive con 5 mila euro al mese? Se c’è un qualche abuso? Se non è più giusta l’equità sociale delle sperequazioni spaventose che permettono pensioni d’oro da 10 mila e passa euro al mese?”.

 

 

LEGGI ANCHE

NAPOLI IN CODA PER VIVIBILITA’ /MA MO’ TENIMM N’ ALBERO ! – 3 dicembre 2016

Condividi questo articolo

Lascia un commento