CASALESI ALLA MATRICIANA / PER TERREMOTI & TAV, STATE SERENI

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Ricostruzione subito e nella più perfetta legalità, fuori le mafie, ha promesso Matteo Renzi dopo il disastro di Amatrice, Accumoli, Arquata e dintorni.

Ora si scopre che il primo maxi appalto per la rimozione delle macerie è stato, in un baleno, ‘infiltrato’ dai Casalesi. Denuncia Repubblica del 9 dicembre: “Cominciamo bene. Il primo grande appalto del dopo terremoto è andato a una ditta sotto processo per traffico di rifiuti e truffa. Un’azienda che per almeno due anni ha affidato le operazioni di movimento terra a un imprenditore sotto inchiesta per legami con la camorra”, titolare della romana HTR Bonifiche, costituita nel 2013, al timone Matteo Bettoja.

Prosegue Repubblica a proposito della totale sottovalutazione di quanto era già emerso da parte di Regione Lazio e Regione Marche che meno di un mese fa hanno assegnato alla Htr il primo sostanzioso appalto del dopo sisma. “La gara delle Marche si è chiusa l’11 novembre: ha vinto un consorzio guidato dal gruppo romano con un’offerta di 64,8 euro a tonnellata. Le vicissitudini della società e quelle dei suoi compagni di cantiere in odor di camorra sono state ignorate, nonostante siano state descritte da molti articoli – e in particolare dalle inchieste della redazione fiorentina di Repubblica – disponibili online: bastava cercare su google. Tutti hanno chiuso gli occhi. Perchè?”.

Ne ha scritto tre anni e passa fa (aprile 2013) la Voce, in un’inchiesta titolata “Avanti miei Prodi” e dedicata ai gradi business dell’Alta velocità. Così veniva dettagliato: “Rischia un brutto stop Monnalisa (la super talpa attivata per sottopassare Firenze con i lavori Tav, ndr), fermata dai pm fiorentini Giulio Monferrini e Gianni Tei per una brutta storia di tangenti e appalti che puzzano, odor di Casalesi. E’ infatti fresco, metà gennaio, il provvedimento che blocca i lavori aggiudicati a Nodavia, costola d’oro del consorzio Coopsette. (…) Le indagini sono partite seguendo le piste di un traffico di rifiuti tossici: poco meno di mezzo milione di tonnellate di fanghi pericolosi trattati come normali rifiuti, ma strapagati – per il loro smaltimento – dalle ‘ignare’ ferrovie; e tranquillamente smaltiti nelle falde acquifere nelle vicinanze dei cantieri, con evidente pericolo per la salute pubblica. A effettuare gli allegri ‘trattamenti’ una reginetta del settore, Veca Sud di Maddaloni, nel casertano: suo titolare Lazzaro Ventrone, in stretti rapporti d’affari con un altro colosso dei trasporti, il gruppo Caturano: entrambi impegnati ‘a fondo’ nella ricostruzione abruzzese”.

Ricapitolando: già ad inizio 2013 era ben noto il pedigree di Veca Sud, prima impegnata nella ricostruzione post terremoto in Abruzzo, poi per le commesse Tav a Firenze. E ora, giustamente, premiata con gli appalti del nuovo sisma, quello di Amatrice! Ai confini della realtà.

Le stesse mega opere dell’Alta velocità sono poi balzate alla ribalta – per una sfilza di mancati controlli e scempi ambientali – in occasione della tragica esondazione dell’Arno: guarda caso attribuita al destino cinico e baro e non a quei lavori killer!

Non è finita. Perchè nell’inchiesta del 2013 la Voce indagava su un altro appalto bollente, quello del tram veloce, sempre a Firenze, per collegare l’aeroporto di Peretola con il centro storico: fortemente voluto dall’allora sindaco Renzi. “Eccoci al nuovo che avanza, sempre su rotaia, più superveloce che mai. A bordo il rottamatore Matteo Renzi, in pole position per tutto, dalla premiership alla guida del Pd, ormai un ferro vecchio che urge di lifting (non di lefting) e maquillage ad hoc. (…) Il tram veloce s’ha da fare: il sindaco, che ha già tagliato il nastro, non può più consentire ritardi”.

Ritardi che si sono poi regolarmente verificati – veniva ampiamente descritto – a causa degli affidamenti ad imprese finite in crac o sotto inchiesta: come BTP, in forte odore Denis Verdini; poi la partenopea Impresa spa riconducibile a Vincenzo Maria Greco, il faccendiere legato a ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino e a Italo Bocchino; quindi Fincosit Grandi Lavori, sommersa dalla scandalo del Mose e riemersa grazie al manager ovunque Vito Gamberale.

Fiorentini, state sereni.

 

Nella foto la talpa per i lavori dell’Alta Velocità a Firenze 

 

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