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Noi, una mutazione in disaccordo con la natura. In attesa della ‘terza estinzione di massa’


7 dicembre 2016 autore: BRUNO FEDI



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Bruno Fedi

Bruno Fedi

La nostra società sta cambiando. In parte in senso positivo, per merito nostro. Abbiamo introdotto idee prima impensabili. Abbiamo stimolato una svolta in senso etico-scientifico. Abbiamo anche commesso errori. L’ umanità ne ha commessi molti.

Le regole di ieri non sono adatte ad entrare nel domani. Tuttavia molti sembrano voler usare solo quelle. Abbiamo sfruttato gli ecosistemi, ma anche continenti, popoli e specie diverse, obbligandoli ad una iperproduzione. Abbiamo estratto dal suolo i minerali e li abbiamo diffusi nell’ambiente trascurando il fatto che erano tossici e spesso mutageni. Abbiamo distrutto equilibri naturali che si trovavano in precario equilibrio. Siamo dunque una mutazione, rispetto ai preominidi, non più in accordo con la natura.

Di tutto questo, molti hanno preso coscienza. Infatti, tutti conosciamo la “sesta estinzione di massa”. Non è dunque il caso di spaventare. Tuttavia, non si può tacere che si prevede un aumento della temperatura da 3 a 8 gradi, con conseguenze catastrofiche. E’ necessario trovare un rimedio, se c’è e se siamo in tempo. Non possiamo tornare indietro; tornare alla candela.

Il rimedio non può essere che la tecnologia. Elenco alcune possibili soluzioni:

Coltivazioni più efficienti, coltivazioni in mare, desalinizzazione delle acque, riforestazione, nanotecnologie, chiudere centrali nucleari ed a combustibili fossili, ripulire gli oceani.

Sono tutti rimedi complessi. Esistono anche rimedi semplici: una più giusta distribuzione delle disponibilità alimentari, eliminazione degli sprechi (almeno il 30% del cibo, viene sprecato), innovazioni fatte per tutti i viventi, non per la conquista di mercati nuovi (tutto questo presuppone efficienza e giustizia, se queste ultime si possono chiedere agli uomini), riduzione drastica del consumo di carne, riduzione del numero delle bocche da sfamare, riduzione del consumo di acqua.

E’ stato detto più volte che i vegetariani possono salvare il mondo. Lo dico e lo scrivo dal 1983. Ora lo dice anche l’UNEP, in Future Overlook, a pagina 82. Non più come scelta individuale, ma come necessità collettiva. Il rapporto dell’UNEP afferma che, per ottenere un significativo miglioramento dell’ecosistema, bisogna abbandonare gli alimenti di origine animale. L’impatto è dovuto soprattutto, alla crescita della popolazione, che aumenta il consumo di prodotti animali: “A sostantial reduction would be possible with a substantial worldwide diet change away from animal products”.

Non dimentichiamo che non c’è solo l’alimentazione. Riporto alcuni dati fondamentali, riferiti all’aria: i morti per inquinamento atmosferico sono calcolati, in Francia, in 42.000 per anno. Il costo calcolato in 100 miliardi di euro. Anche in molti altri paesi, la situazione è drammatica. Nella sola Pechino i morti per inquinamento sono 4.000 al giorno.

Per la Green economy (UNEP 2011) sono necessari da 1.000 a 2.500 miliardi di dollari. Si calcola necessario, per salvare la situazione, il 25% del PIL annuo, per dieci anni, ripartendolo fra agricoltura (108); edilizia (130); energia (350); riforestazione (575); riciclaggio (100); trasporti (200); settore idrico (110). Non esiste solo l’economia: questa è collegata con altri aspetti della vita sociale e questi ultimi lo sono fra loro. Perfino le varie specie sono collegate. Per esempio, Il 75% delle malattie prendono origine ,o sono collegate indirettamente, con altre specie animali.

schermata-2016-12-07-alle-16-59-51La Cina consuma 71 milioni di tonnellate di carne per anno. Consuma più degli USA. Per esempio, consuma, solo per alimentare i maiali, un terzo della produzione agricola. Questi dati, molto significativi, provengono dal dossier sullo stato di salute del pianeta. Si calcola che il numero di alberi sulla superficie terrestre sia stato ridotto del 46%.

In questa situazione, si continua in pratiche aberranti: si alimentano animali con altri animali e si usa successivamente il grasso di tali animali per produrre energia. Il Ministero della Salute dichiara che si può usare il grasso, senza considerarlo un rifiuto. Report interpella il Ministro, il quale non risponde.

L’opinione dello scrivente è semplicemente che la politica non abbia capito l’importanza dei dati ecologici e della ricerca scientifica, nonché l’aspetto etico del rapporto dell’uomo con gli animali e la natura., che è fondamentale, per la nostra stessa sopravvivenza.

Quali conclusioni possiamo trarne? Viviamo in una società che non pensa al futuro. Vive nel presente. Non ha percezione dell’importanza del rapporto dell’uomo con gli altri animali. Considera importante, per esempio, l’abbandono del latino nelle scuole e non capisce che dal rapporto fra l’uomo e gli altri animali dipende la sopravvivenza nostra e loro. Il rapporto esistente in passato era di pura sopraffazione e violenza. Questa situazione è durata per milioni di anni, perché non incideva sugli equilibri naturali. Gli uomini erano pochi milioni; erano armati di frecce. Le foreste coprivano la quasi totalità della superficie terrestre; hanno cominciato a sparire col Barbarossa, ma oggi scompaiono alla velocità di milioni di chilometri quadrati ogni anno. Anche con l’ avvento della civiltà, della modernità, gli animali erano cibo solo nelle grandi occasioni e, con la spettacolare esplosione scientifica degli ultimi secoli, la vivisezione era un fatto eccezionale. L’avvento dell’industria ha cambiato radicalmente la situazione. Nella nuova situazione l’etica stessa non è stata più adeguata ad una situazione in cui gli esseri umani sono passati da un miliardo a 7 miliardi in un secolo. In questa situazione la ben nota frase: “Crescete e moltiplicatevi” è assurda. Basta pensare che il consumo di carne è cresciuto fino a 88 kg l’anno per ciascun cittadino italiano, ma arriva a 120 kg in USA. La vivisezione, da eccezionale, è divenuta non solo comune, ma obbligatoria ed è arrivata a superare il miliardo di animali ogni anno. Nonostante tutto questo, il problema non è percepito dalla società. Come siamo arrivati a questo? Devo citare necessariamente chi ha riconosciuto il problema e lo ha scritto in un libro. Hans Ruesch, il quale vede però solo l’illogicità della situazione.

Quasi immediatamente, Pietro Croce vede l’ ascientificità, ma non l’aspetto alimentare e Fedi si rende conto dell’indifferenza della società all’aspetto etico. Per questo fatto, si concentra su quello scientifico, illustrandone vari aspetti. Lentamente il problema diventa globale, perché, in un quadro evolutivo, vengono descritti, non solo l’aspetto scientifico, le basi genetiche, la non trasferibilità dei dati ottenuti su animali, la non predittività, l’inutilità chirurgica e didattica, la possibilità di indicazioni fuorvianti, ma anche l’ aspetto alimentare globale, il randagismo, i rapporti fra Uomo,gli altri viventi, la natura.

Viene dunque dimostrato che il problema non si limita alla vivisezione, ma esiste un problema globale di rapporto uomo/animali. In quegli anni muoiono Croce, Kim Buti, Ferraro Caro. Ruesch viene bloccato nella sua attività da cause giudiziarie pretestuose. Ormai però gli argomenti degli animalisti sono incontrovertibili , coinvolgono interamente i rapporti fra l’uomo e la natura, ma anche la deforestazione., gli oceani. Comprendono l’alimentazione, le pellicce, la caccia, ecc. e forniscono un quadro della nuova società che sta costituendosi Quello che viene illustrato è un cambiamento globale della società, un nuovo modello.. Lentamente la società prende coscienza dei fatti e sorgono altre voci:scienziati, filosofi ed organizzatori del nuovo modello. I vegetariani in pochi decenni, da 500 mila arrivano a 5-7 milioni. I vegani passano da 0 a 600 mila, ma paradossalmente la politica li ignora. Questi cittadini non sono rappresentati in Parlamento, anche se essi non riempiono il vuoto dell’ignoranza della situazione reale ed aspirano ad un ambiente più etico, più scientifico, cioè più giusto e più efficiente. La politica non capisce che 5-7 milioni di cittadini su 60 milioni non sono rappresentati- Non nota che 55 milioni sono indifferenti o feroci nei confronti degli altri animali.

schermata-2016-12-07-alle-17-00-02La scienza ufficiale non prende in considerazione il canbiamento, non risponde o insulta. gli animalisti. Tenta di far credere che non abbiano argomenti e ci riesce benissimo. perché le ioro risposte, inoppugnabili, non sono pubblicate e quindi ignote a tutti. Tuttavia, alcuni prendono coscienza. Alcuni scienziati escogitano metodi sostitutivi alla sperimentazione animale. La genetica compie passi da gigante. Vengono ideati vari chip. Si costruisce una stampante tridimensionale anche per tessuti umani. Nasce la bioingegneria e la bioinformatica. Rinasce la ricerca sui cadaveri. Nasce l’ECVAM. Nasce , in Italia,il Tavolo ministeriale per i metodi alternativi.

Compaiono personaggi nuovi e prestigiosi, come T. Hartung, ma anche gli americani Singer, Reagan, Rifkin, i quali dicono molte cose dette da noi trent’anni prima, ma il successo editoriale, li rende continuamente citati minimizzando così l’apporto degli italiani. C’è una differenza fondamentale di comportamento. Gli americani valorizzano ciò che hanno. Gli italiani, lo ostacolano. Ciò nonostante, si fanno progressi anche nella strategia di comportamento. Non si chiede più l’abolizione della vivisezione, o dichiarazioni di principio ma, soprattutto, metodi nuovi, Si capisce che bisogna agire politicamente ed in modo propositivo, non solo educare e far conoscere la verità. Non si applica più il vecchio principio: “Litigo ergo sum”, che alcuni non riescono ad abbandonare.

Ci si rende conto, però, di alcuni fatti fondamentali:  salvare tutti gli animali, è impossibile, elaborare una teoria generale  è una necessità inderogabile.

Dunque, si prefigura una nuova società.

Il nostro rapporto con gli altri animali dipende fondamentalmente dalla genetica e dalle prime scelte etiche di base. Aver stabilito, in passato, che l’uomo è padrone della natura e può distruggerla ad arbitrio ci ha portato alla situazione odierna, alle soglie del suicidio climatico. Abbiamo considerato primaria l’economia e creato una società mercantile (Popper). Non è stato un vantaggio per l’umanità perché la distruzione delle foreste per il guadagno personale di pochi è stato uno spreco che pagheranno i nostri discendenti. Esistono evidentemente dei limiti che, se superati, danneggiano immediatamente o dopo decenni o secoli, ma comunque danneggiano. Allevare e macellare ogni anno 70 miliardi di animali è un danno, non un vantaggio per l’umanità. Teniamo presente che l’uomo, non è solo genetica: è un animale culturale, anche se i comportamenti sono soprattutto istintivi. Tuttavia I modelli culturali possono portare a scelte diverse da quelle genetiche di cui ho parlato. Gli ecologisti, animalisti e antispecisti sono soprattutto sensibili agli aspetti culturali e non istintivi .La loro proposta di non distruggere l’ambiente e non uccidere intere specie animali,in sostanza, prospetta un nuovo modello di sviluppo, diverso da quello che ha dominato la società fino ad oggi. Questo modello ha giustificato la caccia, la vivisezione, l’alimentazione carnea, le pellicce, ecc. ecc.; in poche parole ,lo sfruttamento dei più deboli Questa società è evidentemente antropocentrica e utilitaristica. Però, pretende di essere basata sull’etica e sul ragionamento logico. Invece è una società in cui le spinte illogiche sono fortissime. Prevalgono le superstizioni; prevale l’aspetto emotivo, dissipativo e violento. E’ anche una società disinformata , portata all’inganno e alla sopraffazione. Un aspetto fondamentale è che coloro che applicano questo tipo di comportamento, e cioè truffano o carpiscono la fiducia dei cittadini, generalmente hanno successo. Chi considera gli altri come mezzi e non come fini, si arricchisce. Questi nobili comportamenti pervadono l’attuale società, impostata sullo sfruttamento dei più deboli, sulla iperproduzione, su bisogni creati artificiosamente, sulla violenza palese o occulta, su una economia dei prezzi alti.

E’ importante notare che nell’economia molti settori sono fra loro intimamente legati. Per esempio: antibiotici ed ormoni sono connessi con l’allevamento, l’energia e la produzione agricola sono legate, gli OGM ed i cereali con la vendita di armi, ecc. ecc, miseria,emigrazione, sfruttamento sono legati alla deforestazione, ma anche alla buona amministrazione ed al rispetto della legalità.

Si parla soprattutto dell’aspetto economico e di mercato, dimenticando che la ricchezza di ogni paese è primariamente legata alle scoperte scientifiche e dimenticando che la pubblicità può moltiplicare le scelte errate. Dunque ciò che domina è un modello ingannevole di società violento e sfruttatore che ha prodotto risultati estremamente gravi per l’ uomo, ma veri genocidi per le specie animali

Anche gli animalisti hanno commesso errori gravi, quali la frammentazione in una galassia di piccole associazioni, che non si uniscono per l’ ambizione di capi e capetti di essere comunque “presidenti”. O la concezione “familistica-mafiosa” del modo di ottenere il successo. Si creano gruppi di amici, vere coschette mafiose, tutte in lotta fra loro che provocano una guerriglia permanente di tutti contro tutti. Si arriva al punto di ingannare i simpatizzanti fingendo di perseguire uno scopo condivisibile , mentre si tenta solo di creare un indirizzario di possibili elettori. Non è il modo più corretto di creare una società più giusta e più scientifica. E’ agire in modo opposto a quanto si dice di volere.

Tuttavia, oggi tutto è cambiato (i costumi, la scienza, le leggi), o è in via di cambiamento, perché la società sta prendendo conoscenza della realtà. Ciò che invece sembra immutabile è l’etica che, come abbiamo ripetutamente detto, influenza tutto, anche la ricerca. Per esempio, attualmente, l’etica proibisce la ricerca su embrioni sovranumerari, che sono comunque condannati alla distruzione. Proibisce la ricerca anche su ammassi cellulari che non diventeranno mai un individuo vivente completo. In questa società, dominata dall’economia e quindi materialista, noi abbiamo proposto da decenni un nuovo modello. Siamo stati gli unici a proporre un modello globale. Noi siamo l’idea nuova di cui Victor Hugo diceva: “Nulla è così irresistibile come un’idea il cui tempo è venuto”.




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