SALVA BANCHE / ANCORA PERDITE SPALMATE A CARICO DEI CONTRIBUENTI

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Elio Lannutti

Elio Lannutti

La telenovela della grande truffa del salva banche che ha espropriato 130.000 famiglie, continua ad essere addossata, da un governo irresponsabile, sulle spalle dei risparmiatori, che in qualità di utenti devono pagare in buona parte con i 25 euro addebitati sul conto, i buchi delle banche versate al fondo di risoluzione, mentre nella veste di contribuenti dovranno sopportare gli oneri, qualora venissero approvati emendamenti ad hoc presentati al decreto fiscale, che consente di spalmare nel tempo il nuovi costi cui andranno incontro le banche per il ritardo nella cessione di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e Carichieti.

Il Fondo di risoluzione infatti (Bankitalia) che non potrà recuperare gli 1,8 miliardi con cui aveva ricapitalizzato le quattro banche, imporrà così un ulteriore contributo alle banche sane per far fronte alle perdite, che verranno addossate sugli utenti con nuovi balzelli, mentre con un emendamento ad hoc, presentato dai relatori di maggioranza,che affida alla Banca d’ Italia il compito di definire l’ arco temporale entro il quale l’ importo dovrà essere versato, da diluire in più anni sempre si addossano i relativi oneri a carico della fiscalità generale.

E poiché l’opaca gestione delle 4 banche in risoluzione, ha tenuto alla larga gli acquirenti, si è fatta avanti Ubi Banca che offrirebbe- secondo notizie di stampa- 1 euro per acquisire il controllo di CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche (schifando perfino CariFerrara), con la proposta di compensare le perdite dei tre istituti con gli utili futuri al 2020, con un piano pazzesco ossia la possibilità di migrare le good bank sui modelli interni di Ubi, con l’incorporazione entro il 2017, la vendita dei crediti deteriorati, 700 milioni lordi da dismettere con la gacs, analogamente alla  metà degli incagli, mentre tutte le altre posizioni dubbie,  resteranno a carico di Banca Etruria, Marche, CariChieti: un classico per privatizzare i profitti e socializzare le perdite.

La risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti che il 22 novembre 2015 costarono al sistema bancario 1,8 miliardi,  in virtù dell’opaca gestione, avrebbe generato  un conguaglio stimato tra 1,6-1,8 miliardi,  analogo alla tranche di versamento al Fondo di Risoluzione che l’anno scorso venne anticipata con un finanziamento di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Ubi, garantito da CDP (Cassa Depositi), da rimborsare entro l’ anno, ma poiché la vendita delle quattro good banks va a rilento, l’Autorità di Risoluzione (Bankitalia), suggerisce ad Ubi di acquisire le tre banche ripulite di tutti i crediti deteriorati (sono 4,2 miliardi per le quattro good banks), addossando tutti i costi dell’operazione ai risparmiatori espropriati, utenti taglieggiati e fiscalità generale. Un vero capolavoro a danno degli interessi generali e del bene comune, che Adusbef continuerà a denunciare.

 

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