Lacrime tardive dei brexit

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Britannici frastornati: come si attribuisce ai coccodrilli dopo lauto pranzo, gli inglesi piangono ed è pentimento postumo. I più avvertiti del pericolo brexit esplorano vie impervie per innestare la marcia indietro, per riagganciare i vagoni del treno a scartamento ridotto alla motrice Europa. Succede che mister Smith e soprattutto la sua lady scoprono dopo anni di vantaggi della sterlina sull’euro che il rapporto si è capovolto e i pound valgono meno. C’è altro: il signore in questione lavora in banca in posizione subalterna a uno dei massimi dirigenti che lo ritiene indispensabile factotum al seguito. Il capo gli ha confidato che potrebbero emigrare, lasciare la city londinese e immergersi nelle diversità di un altro Paese. Per di più gli ex partner europei annunciano l’adozione della linea dura nella trattativa con la Gran Bretagna per l’esodo dalla Comunità. Il popolo dell’exit, a posteriori, lamenta la deficitaria informazione sulle conseguenze del brexit e la gente del “rimani nella comunità” esulta per la decisione dell’Alta Corte di giustizia che accoglie i ricorsi di Inghilterra e Galles contro il mancato pronunciamento del parlamento (perché non consultato), indispensabile per decidere l’uscita dalla Ue. La Costituzione del regno Unito”, sostengono “stabilisce la sovranità del Parlamento”. Insomma avrebbe torto il governo di Theresa May che a sua volta fa ricorso avverso alla sentenza del tribunale.

 

Accoglienza più che imperfetta

L’uso violento di scosse elettriche su gambe, torace, pancia. Un giovanissimo migrante denuncia di averle subito durante la fase di hotspot che prevede di prendere le impronte digitali ai profughi. Un’altra testimonianza, si deve a un giovane con meno di trent’anni, parla di percosse, scosse elettriche e torture ai genitali. Oltre queste, così dettagliate, ci sono altre centosettanta denunce raccolte da Amnesty International che accusa l’unione Europea di aver istigato l’Italia a usare le maniere forti nei confronti dei rifugiati. Di che meravigliarsi se Paesi come l’Ungheria, la Polonia, la Slovacchia erigono muri anti immigrati, se il turco Erdogan ricatta la Comunità ancora prima di entrarvi e ottiene miliardi di euro per consentire il passaggio dei migranti sul suo territorio e di che lamentarsi se Goro respinge con le barricate otto donne fuggite da Paesi senza futuro? Nelle denunce di Amnesty International arresti arbitrari e minacce anche nei confronti di bambini e donne. Una donna di loro dichiara di essere stata schiaffeggiata fino a costringerla a lasciarsi prendere le impronte digitali. C’è sempre un peggio. Chi non esibisce motivi per chiedere asilo politico viene espulso con rimpatrio forzato, di nuovo esposto ai rischi da cui è fuggito. Sullo sfondo si contrastano due modi di considerare l’immigrazione. Gasparri, Forza Italia, chiede la disobbedienza civile ai militari che operano per soccorrere in mare i profughi, gli studenti napoletani si mobilitano per accogliere i migranti durante lo sbarco dalla nave che li ha trasportati. Merito dei radicali se si conoscono alcuni dati sull’immigrazione nel nostro Paese. I profughi in Italia sono 170mila, più ventimila minori di 18 anni. Costano allo Stato il 2% della spesa pubblica, ma contribuiscono agli introiti dell’Erario con 11 miliardi di euro. Domanda: qual è l’esito dell’l’iniziativa di Papa Francesco che chiese a ogni parrocchia di ospitare quattro migranti? E perché non dare ospitalità ai migranti nelle innumerevoli strutture religiose vuote, inutilizzate?

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