Erdogan, partner europeo, perché?

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Vuoi vedere che c’è un medico dedicato al parlamento europeo che stila diagnosi imperative? Una prescrizione sembrerebbe imporre come terapia l’accoglienza nella Comunità del tirannico Erdogan (nella foto) che, represso il tentativo di toglierselo di torno, ha esteso a tappeto la repressione di ogni voce ostile alla sua dittatura fascistoide. Come spiegarsi altrimenti la condiscendenza dei Paesi Ue che proseguono nella trattativa per il suo ingresso tra i ventotto membri, già tutt’altro che tranquilli? Quasi certamente con l’intreccio di interessi economici sull’asse turco-europeo.   Il despota turco ha ghigliottinato mezza Turchia: in prigione giornalisti, intellettuali, docenti universitari, migliaia di soldati del fallito golpe, scrittori. Ora tocca a 28 dipendenti del Consiglio supremo turco per la radio e la televisione, il Rtuk, accusati di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. L’ultimo caso colpisce il giornale d’opposizione Cumhuriyet con l’arresto del direttore, del capo redattore Murat Sabuncu  e di tredici giornalisti. La reazione di Stati Uniti e Unione Europea? Un pallido cenno di preoccupazione, come se il bavaglio messo all’ultima voce di dissenso non sia la conclusione di una lunga serie di analoghe violenze che non hanno fatto recedere il mondo occidentale dalla disponibilità a considerare Erdogan come partener politico ed economico. Per non lasciare dubbi sulla propria identità di uomo di destra, il presidente turco ha dichiarato di tifare Trump per la presidenza degli Stati Uniti e ha ricordato, per chi lo avesse dimenticato, di essere pronto a reintrodurre la pena di morte nel suo Paese. La libertà di stampa? “Roba delle linee rosse” dell’Europa. Gli manca solo una riproposizione dei lager nazisti. La lotta feroce a Fethullah Gülen, predicatore che vive negli Stati Uniti, considerato l’ispiratore del fallito colpo di Stato, di cui Erdogan ha chiesto finora invano l’estradizione, se rispedito in Turchia potrebbe essere il primo a essere giustiziato dopo il ripristino della pena di morte. E si spiega l’ostilità nei confronti di Hillary Clinton, ritenuta protettrice di Gülen. Come coinquilino, Recep Tayyip Erdoğan andrebbe a braccetto con Ungheria, Polonia , Slovacchia, Austria, scomodi membri della Ue, della sua componente di destra xenofoba.

 

La penisola delle meraviglie

Nell’immaginario collettivo chi conosce l’Italia colloca ai primi posti nella graduatoria delle città più belle Venezia, Firenze, Roma, Napoli. L’inchiesta di “Si viaggia” dice tutt’altro e stila la classifica che vede in sequenza Lucca, prima inter pares, Matera, Lecce, Verona, Volterra, Urbino, Merano, Orvieto, Perugia e Como. Il borgo più suggestivo? Il Borghetto sul Mincio di Verona, con il ponte visconteo e i mulini ad acqua. E le spiagge? Cala Coticcio a Caprera, Spiaggia di Ponente di Baia del Tono, a Messina, Quella dei Gabbiani a Foggia, Punta Penne a Vasto, la Nera dell’Arco Magno di Cosenza, Ulivarella di Palmi a Reggio Calabria, del Buon Dormire a Palinuro, Caletta del Gabbiano, di Imperia L’ovvia conclusione: prima di andare alle Seichelles o alle Maldive, il consiglio è di esplorare il nostro sconfinato.

Lucca

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