VACCINI / I DIKTAT DEL DORMIENTE MATTARELLA

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Guerra dei vaccini. Scende in campo perfino il sempre assonnato capo dello Stato Sergio Mattarella. In genere abituato a discettare sul Nulla, stavolta il presidente impugna il forcone contro gli “ignoranti”, gli “sconsiderati”, i “ciarlatani” che osano mettere in dubbio il sistema-vaccini e soprattutto questi vaccini, così come oggi sono prodotti (male) e somministrati (anche).

E’ in occasione del consueto appuntamento quirinalizio con l’Airc – l’associazione per la ricerca sul cancro – che la sagoma di Mattarella, solitamente niente più che un pupazzo parlante dai contorni evanescenti, veste i panni del Fustigatore, secondo le volontà di Big Pharma, il colosso che se ne frega della salute dei cittadini e pensa unicamente ai suoi iperbolici profitti: spesso e volentieri macchiati di sangue delle sue vittime, in perfetto stile Dracula.

Come, per fare un solo esempio, è successo nella tragica vicenda del sangue infetto, la silente strage di migliaia di vittime inconsapevoli e un processo che si sta celebrando a Napoli. Ha detto una sola parola, ‘O Presidente, su morti & sofferenze di quei povericristi presi a calci tre volte dallo Stato che prima non ha controllato i prodotti killer, poi non ha risarcito le vittime e ora se ne fotte del processo che andrà a finire in beata prescrizione o con il rituale “il fatto non sussiste”?

Sui vaccini, però, il presidente sempre muto come un pesce in barile ritrova la favella. Eccola: “occorre contrastare con decisione gravi involuzioni come accade quando vengono messe in discussione, sulla base di sconsiderate affermazioni prive di fondamento, vaccinazioni essenziali per estirpare malattie pericolose”. Non contento, prosegue: “sulla salute pubblica occorre essere rigorosi e usare fermezza. La prevenzione deve entrare nel nostro costume e nei nostri stili di vita”.

Così commenta tal Luigi Ripamonti sul Corsera: “il presidente della Repubblica con le sue parole sui vaccini ha assolto in pieno le sue alte funzioni istituzionali”. Boh.

Ora interventista come il suo predecessore Napolitano, che non perde l’occasione – invece di godersi il letargo – di entrare in campo nei tackle più scomposti: strano che re Giorgio non si sia ancora tuffato sui vaccini. Non è mai troppo tardi. Forse più difficile tirare per la tonaca papa Bergoglio, che sa bene quali siano i veri problemi dei povericristi.

Ha mai speso una parola, ‘O Presidente, sulla qualità dei nostri vaccini? Sui profitti di Big Pharma anche sui vaccini, per non parlare degli antitumorali? S’è mai posto il problema della delicatissima somministrazione? Delle condizioni dei bimbi, spesso neonati, nei cui corpi fragili non viene iniettata acqua fresca? E perchè mai – vestendo le sue ‘alte funzioni istituzionali’ – non si adopera per fare in modo che sia lo Stato a intervenire in prima persona proprio sul versante della strategica produzione? Perchè solo chiacchiere, fumi al vento e mai una sostanza concreta?

Mentre approva e cinguetta la fresca sposa Lorenzin, entra in campo, ovviamente, anche il premier. “Occorre contrastare con decisione gravi involuzioni. Si perdono voti a dirlo? Forse. Ma è giusto e doveroso pensare ai nostri bambini”. Solo da infiocchettare un pacchetto-regalo per il popolo bue in vista del referendum, un’obbligatorietà congiunta “SI – Vaccini”?

Caso mai c’è pronto il canguro-Marcucci, l’antenna sinistra di Mattero al Senato: l’ex pupillo di Sua Sanità De Lorenzo, Andrea Marcucci, infatti, di vaccini come di emoderivati se ne intende: la sua amata Kedrion ha ricevuto fiumi di danari pubblici non solo con il cadeau Monti per Natale 2012, ma anche con una incredibile partecipazione al 10 per cento via Cassa Depositi e Prestiti…

Tutto ok, Presidente?

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