GIALLO A LONDRA / “MUORE” IL PADRE  DEL GIORNALISMO  D’INCHIESTA, AMICO DI ASSANGE 

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Muore a Londra in circostanze misteriose uno dei padri del giornalismo investigativo, Gavin MacFadyen. E, soprattutto, grande amico di Julien Assange che aveva ospitato nella sua casa nel cuore della città. L’ultima dimora prima del rifugio “politico” presso l’ambasciata dell’Ecuador, dove Assange si trova da due anni, praticamente isolato dal mondo, solo contatti in rete: e da una settimana tagliati dopo gli “avvertimenti” del Segretario di Stato Usa Kerry al presidente del paese sudamericano.

Un bomba – l’improvvisa morte del settantacinquenne MacFadyen – che da 24 ore sta rimbalzando tra i siti americani, ovviamente ignorata dai media di casa nostra.

Fondatore del “Centre for Investigative Journalism”, MacFayden ha da sempre militato nella sinistra del Labour Party, con uno spirito – descrive un reporter della Bbc – improntato ad un vero radicalismo socialista che poi traduceva nel suo lavoro di autentico giornalismo d’inchiesta, merce sempre più rara non solo in Italia, ma anche nei paesi anglosassoni. E – oggi si dimostra con plasticità – proprio negli Usa, patria del mitico Watergate.

Esemplare, a questo proposito, un’intera pagina dedicata il 24 ottobre da Repubblica ad un intervento di Evan Cornog, “esperto di politica e comunicazione, autore di numerosi saggi, scrive anche per Los Angeles Times e The New Yorker”. Cornog in sostanza sottolinea il ritorno sulla scena dei grandi quotidiani che fanno opinione (oggi pro Hillary Clinton), mentre la rete si sfilaccia e va in flop (usata soprattutto dai supporters di Donald Trump).

Gongola Cornog: “le elezioni generali hanno dimostrato che i media tradizionali continuano ad avere grande importanza: il lavoro giornalistico tradizionale di queste organizzazioni ha contribuito a indirizzare il dibattito per tutta la campagna di questo autunno. Il giornalismo, a dispetto di tanti necrologi, non è morto”.

Ma vediamo di che razza di giornalismo si tratta, secondo il Verbo di Cornog. “Un esempio in tale senso – analizza – è David Farenthold, il giornalista del Washington Post che il 7 ottobre ha tirato fuori la storia più grossa di questa campagna elettorale, la registrazione del 2005 in cui Trump parlava della sua predilezione per baciare e palpeggiare (senza il loro permesso) donne che trovava sessualmente attraenti”. La storia più grossa…

Nel bagaglio di Cornag c’è spazio per poco altro – a proposito dei grandi scoop sul voto – se non un cenno ad alcuni reportage del New York Times sulla scarsa predisposizione di Trump a pagare le tasse, un nervo giustamente scoperto negli Usa. La maxi evasione risale a metà anni ’90.

Julien Assange. In apertura Gavin MacFadyen

Julien Assange. In apertura Gavin MacFadyen

Mani sotto le gonne e evasione fiscale di vent’anni fa. A Napoli li chiamerebbero tric trac: ma per mister Cornog sono vere, democratiche bombe, che fanno tornare in auge il giornalismo d’inchiesta stile Watergate. Spetta di diritto a Totò la risposta: ma mi faccia il piacere…

Secondo il Vate a stelle e strisce, il super esperto dei media americani, con ogni probabilità sono bazzecole le montagne di mail (15 mila? 20 mila?) taroccate o nascoste di Hillary Clinton e il golpe anti Sanders. Noccioline i miliardi di dollari rastrellati dalla Clinton Foundation negli ultimi anni. Pinzellacchere i discorsi super pagati al marito Bill (media 800 mila dollari a “speech”) anche dagli stati canaglia. Una sciocchezza i miliardi per la ricostruzione di Haiti post sisma 2010 finiti nelle casse private della Clinton & Friends band.

Meglio mani sulle pacche. E per rimanere in tema, scordammoce anche gli “esami orali” ai quali sottoponeva la stagista Monica Lewinsky Bill nella sua Yellow Oval Room alla Casa bianca. Il Corsera, comunque, lo stesso 24 ottobre non è da meno. Anzi fa di più: una paginata sulle 11 molestate da Trump che improvvisamente ritrovano la memoria perduta negli anni.

A proposito. Sapete dove è morto MacFayden? Nella sua casa al centro di Londra, quartiere Pimlico. Più in dettaglio, Dolphin Square. La piazza – spiega il reporter della Bbc – dove c’è una sede strategica dell’M16, ossia il servizio segreto di sua maestà britannica. E tutta l’area pullula di 007. Un giallo nel giallo.

Ma chissenefrega…

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