FULVIO CONTI, EX AD ENEL / GLI ULTIMI AFFARI DA PRELIOS ALL’INNOVAZIONE

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Conti & Pansa uniti nei business targati “innovazione”. E’ infatti fresco l’accordo per il battesimo di “Innova Italy 1”, quella che oggi gli addetti ai lavori definiscono “Spac”, acronimo di “Special purpose acquisition company”. Tradotto per i comuni mortali, si tratta di una società che nasce con un solo, preciso scopo: in questo caso l’acquisto di una sigla già esistente nel campo della meccanica di alta specializzazione, della robotica oppure del settore medico. Un range che offre indubbiamente spazio alla fantasia e al fiuto commerciale. Vedremo quale sarà la preda.

E chi meglio di due navigati timonieri del parastato – l’ex vertice di Enel Fulvio Conti e l’ex amministratore delegato di Finmeccanica Alessandro Pansa – possono andare a segno? Al loro fianco altri tre soci, che completano il parterre di Innova Italy 1: si tratta di Marco Castaguta, già in sella a Bain, e di due avvocati, Francesco Gianni e Paolo Ferrario, che provengono dalla scuderia di Augent (il secondo, Ferrario, ne è alla guida).

Dinamicissimo, oggi, soprattutto l’ex vertice dell’azienda elettrica di casa nostra. I cui Conti economici sono da vera star della nuova finanza, non solo creativa, ma soprattutto sul fronte dei nuovi scrigni a tanti zeri, i “Fondi”, in particolare quelli di ricche gestioni immobiliari degli enti previdenziali. E il suo nome da novanta fa capolino nella hit dei superfortunati che hanno in mano le redini di due gioielli nell’ovattato segmento finanziario, Prelios e Feidos.

E’ d’inizio anno la firma di uno strategico patto di sindacato che traccia la via del futuro di Prelios. La prova del 9, come l’hanno subito battezzata a piazza Affari. Perchè a sottoscriverlo sono stati nove partners: in prima fila DeB Holding, Feidos e Neigertropy Capital Partners; segue a ruota la Fondazione Renato Corti; appaiate due colorite sigle (Energia di Famiglia e York European Distressed Credit Alliance); chiudono il gruppo un’altra pittoresca società (Porto Allegro) e due finanzieri – gli unico “a volto scoperto” in tutta la formazione – ossia lo stesso Conti e Alexis de Dietrich, a sua volta azionista in Prelios con il 2 per cento.

Sergio Iasi. Nell'altra foto Fulvio Conti

Sergio Iasi. Nell’altra foto Fulvio Conti

E altrettanto strategico l’aumento di capitale da 66 milioni, che ha dato corpo ad una sorta di triumvirato alla guida di Prelios, composto da tre vip: Massimo Caputi, Daniel Buaron e Conti. Contemporaneamente è uscito dalla compagine Sergio Iasi, che compiuta la mission di risanare e rilanciare Prelios, ha preferito passare armi e bagagli al Cis di Nola, il mega centro commerciale controllato da Gianni Punzo (alla guida di Italo con Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo), oggi al centro delle polemiche per il crac di una trentina di commercianti causato dal passaggio di fondi da Cis alla controllata Interporto, e per il destino di tutta l’area. Futura “zona franca”? Oppure destinata ad andare a “Fondo”, forse quel Prelios tanto caro a Iasi?

Osserva un analista finanziario: “l’arrivo di Iasi a Cis-Interporto è tutto ancora da decodificare e si potrà capire meglio alla luce dei prossimi sviluppi. Anche perchè sulla vicenda non ci sono solo i riflettori della magistratura, ma anche delle autorità di vigilanza sul credito e la finanza, per via del ruolo che hanno giocato e stanno giocando le banche. Secondo indiscrezioni più che attendibili, l’arrivo di Iasi al Cis è stato caldeggiato da Unicredit. L’istituto che da un lato è impegnato nel super controverso piano finanziario allestito da Punzo, e dall’altro ha intrattenuto rapporti privilegiati con Iasi per le vicende di Prelios”.

Per le serie: Dio li fa e poi li accoppia (nel caso Iasi & Punzo) lungo le perigliose rotte dei “Fondi” e le acrobatiche vie della “Finanza”, spesso creativa, molto più sovente distruttiva (come sta capitando per tanti imprenditori del Cis, che dopo trent’anni e passa di sacrifici si trovano oggi sul lastrico).

Fecondi trascorsi nel ricco parastato di Sviluppo Italia sotto la protettiva ala di ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino, rampa di lancio anche attraverso i business targati Ferrovie dello Stato, Caputi è oggi una vera eminenza grigia – così lo dipingono sempre a piazza Affari – della finanza italiana, uno dei più navigati (parecchi ricordano le performance di “Italia Navigando”, gemma nel collier di Sviluppo Italia prima e di Invitalia poi) timonieri d’alto bordo.

Tutto privato l’itinerario e poi l’inarrestabile ascesa di Daniel Buaron, che con i “Fondi” sta scalando le hit di una finanza che più creativa non si può. Nel pedigree affari immobiliari con amici eccellenti, ed enti previdenziali al seguito: tra i nomi fa capolino quello dello stesso Caputi e di Vincenzo Maria Greco, l’uomo ombra di ‘O ministro Pomicino dal dopo terremoto ’80 in poi. Compresa Alta Velocità e proprio il decollo anni ’80 del Cis.

 

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