GIUSTIZIA AQUILANA / NUOVE ALLEANZE DI CAMORRA DECISE IN GALERA

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La camorra ha un nuovo quartier generale. Per gestire la delicata fase di riorganizzazione e delineare i nuovi assetti di potere, nonché dividere equamente la torta degli affari, ha scelto una location nuova di zecca. E’ il carcere dell’Aquila. Dove, a quanto pare, nella più perfetta calma i boss stanno disegnando strategie e alleanze, stilando le nuovi formazioni da mandare in campo e mettendo a fuoco tutti i business da seguire con cura. In pieno relax, come durante una lunga vacanza ai tropici, i boss di Secondigliano ricaricano le batterie e però non staccano la spina.

Mario Lo Russo. Nell'altra foto il carcere de L'Aquila

Mario Lo Russo. Nell’altra foto il carcere de L’Aquila

La notizia arriva da una fonte non poco attendibile. Perchè interna ai clan. Si tratta del boss di Scampia, Mario Lo Russo, ora collaboratore di giustizia con i fratelli Carlo e Salvatore. Nel ricostruire la nuova mappa dei clan partenopei e soprattutto nel dettagliare la “ricomposizione dell’alleanza di Secondigliano”, Lo Russo fa un preciso riferimento: all’interno del carcere dell’Aquila si è tenuto un autentico summit tra i vertici delle cosche. Così scrive un sito abruzzese: “secondo quanto riferito dal pentito, nel carcere aquilano ci sarebbe stato un vero e proprio summit. Quale posto migliore di un penitenziario per parlare indisturbati? Mario Lo Russo avrebbe parlato anche del sistema carcerario italiano, affermando che per i boss della camorra e non solo, è possibile incontrarsi e parlare indisturbati di argomenti che non sono affatto legali. E proprio nel carcere de L’Aquila sarebbe stato siglato nuovamente un accordo tra i clan per una nuova alleanza di Secondigliano”.

La notizia è stata ripresa anche dal sito www.poliziapenitenziaira.it. Sorgono spontanei alcuni interrogativi. Di cosa si è occupata, negli ultimi tempi, la magistratura di sorveglianza locale? Di osservazione delle farfalle? Coltivazioni di kiwi? Mutamenti climatici? O che?

Ne sanno qualcosa al tribunale e alla procura aquilana? O sono troppo impegnati con i processi sul terremoto che devastò quelle terre? Secondo le ultime notizie, invece, tutto sta finendo nella solita discarica chiamata prescrizione. E’ cambiato qualcosa in extremis?

E sulle libertà di parola, pensiero & organizzazione malavitosa nel carcere locale, qualche autorità ha da dire qualcosa o fornire lo straccio di una spiegazione? Vedremo.

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