CATASTROFE AD HAITI / UNA NUOVA OCCASIONE PER LA CLINTON BAND ?

Condividi questo articolo

Catastrofe ad Haiti per l’uragano Matthew. Le news sui morti si moltiplicano. Nel giro di poche ore il bilancio di 300 è passato a 600.

E’ la seconda catastrofe nel giro di pochi anni. Nel 2010 il terremoto distrusse praticamente il Paese. Si mobilitò, allora, l’opinione internazionale. Ma – al solito – lacrime e cordogli durarono lo spazio di qualche mattino. Poi il silenzio più totale.

A rimboccarsi le maniche, invece, la Coppia Real, Hillary & Bill, con la corazzata di famiglia, la Clinton Foundation e le svariate gemmazioni (tutte “caritatevoli” holding) poi fiorite in modo rigoglioso. In poco tempo magicamente la Fondazione si trasforma nel grande imbuto attraverso il quale raccogliere i fiumi di soldi che arrivano da ogni parte del mondo e soprattutto da enti di grosso peso, per fare un solo esempio la Croce Rossa internazionale.

Occorre fare presto, organizzare il domani, la ricostruzione per quelle popolazioni che hanno perso tutto. E la illuminata Fondazione, quasi a seguire il Verbo divino, si getta a capofitto nella sua missione super umanitaria, come del resto l’ha descritta giorni fa – in un imperdibile fondo sul Corsera – Massimo Gaggi. Altro che ombre, è solo Luce che spinge la Real Coppia a dannarsi per i dannati della Terra. Sotto le sue protettive ali vengono arruolati progettisti, allertate le imprese più adatte. Poco importa se poi compassi e archistar non lo fanno per spirito francescano ma perchè sono pagati con lauti cachet. E chissenefrega se la montagna degli appalti diventa una autentica mangiatoia per i “friends” di casa Clinton, i mattonari amici, che con quella ricostruzione trovano una vera manna. Come del resto capita in tutte le catastrofi e le emergenze.

L’Italia ne sa bene qualcosa, con il terremoto ’80 che devastò l’Irpinia e il sisma 2009 che colpì l’Aquila. Lo stesso ex capo della protezione civile Guido Bertolaso – fresco di assoluzione a casa nostra per le accuse aquilane – entrò in contatto con la Fondazione: e fu subito polemica al calor bianco. Secondo alcuni analisti, proprio il caso Haiti fu uno dei motivi per cui gli americani decisero di scaricare definitivamente il non gradito premier Berlusconi, inviso per i cordiali rapporti con due nemici storici dell’establishment a stelle e strisce, Gheddafi e Putin.

Bill e Hillary Clinton. In apertura l'uragano ad Haiti

Bill e Hillary Clinton. In apertura l’uragano ad Haiti

Negli anni seguenti sulla stampa alternativa americana e soprattutto sui social hanno fatto capolino feroci accuse alla gestione affaristica del caso Haiti da parte della Clinton Foundation. Accuse di interessi stratosferici, in sostanza una gestione totalmente privatistica, dietro il paravento “umanitario” della Fondazione, per favorire amici & imprese, proprio in vista dei futuri impegni elettorali di lady Hillary e della necessità di dotarla di una ingente “provvista finanziaria”. E proprio a questo scopo sono state improntate tutte le iniziative promosse nel corso degli anni: ben compresi i maxi fondi raccolti dai governi praticamente a 360 gradi, compresi i nemici storici, per fare un solo caso la Cina. Uno dei veicoli base, le conferenze tenute da Bill in mezzo mondo, cachet medio intorno al mezzo milioni di dollari: il picco proprio negli anni in cui la consorte ricopriva la strategica carica di Segretario di Stato nell’amministrazione Obama.

E adesso, con la nuova tragedia haitiana? C’è tempo per raccogliere fondi per il rush presidenziale?

Condividi questo articolo

Lascia un commento