TRASPORTI IN CAMPANIA / DOPO IL CRAC EAV RI-BUSSA A SOLDI

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Sei un carrozzone mangiamilioni? Hai fatto sfracelli in anni di malagestione? Hai s-garantito un servizio pubblico essenziale come quello dei trasporti pubblici? Bene, adesso bussi di nuovo a soldi. Come affidare a Dracula la banca del sangue.

A tanto arriva una fresca richiesta “ai confini delle realtà”. A batter cassa è il fresco timoniere (comunque già da un anno) dell’Eav, Umberto De Gregorio, Pd a tutto tondo. Eav è l’acronimo di Ente Autonomo Volturno, nato nella notte dei tempi per gestire acque fluviali, come appunto quelle del Volturno. Bene, Eav, con il passar del tempo, ha “diversificato” i suoi obiettivi, ed è transitato dalle acque al ferro. O meglio, ai trasporti regionali di un territorio che più martoriato non si può, anche sotto quel versante.

Acrobatiche le passate gestioni, affidate alla crema della politica made in Tangentopoli partenopea: come Roberto Pepe, il mascelluto pomiciniano che vide sbocciare le sue fortune al San Carlo, non per via delle sue qualità tenorili, ma per i fortunati appalti anni ’80, le famigerate “funi d’oro”, uno dei primi affari pre Mani pulite. Altro vertice di Eav l’ex sindaco di Napoli Nello Polese, luogotenente del garofano imperante sotto i vessilli, a fine anni ’80, dell’allora vicesegretario Psi Giulio Di Donato.

Tutti in sella, lorsignori, con il Governatorato di Stefano Caldoro – figlio dell’eterno sottosegretario psi ai Trasporti – alla Regione Campania. Quando Eav sprofonda in rosso e va in scena il suo crac arcimilionario, provocato anche da laute prebende e super consulenze per amici, parenti, lacchè e portaborse.

Arriviamo ad oggi. Sul Corriere del Mezzogiorno – costola partenopea del Corsera – il 25 settembre campeggia una paginata (‘aperta’) dedicata ad un parere illustre, quello del nocchiero di Eav, De Gregorio. Che racconta la storia del Banco di Napoli, passata ormai negli annali di rapine & furti di Stato: la svendita al tandem Ina-Bnl per un piatto di lenticchie, 60 miliardi di vecchie lire quasi vent’anni fa, nel 1997, e poi la ri-vendita Bnl a 3.600 miliardi dopo pochi mesi. Il classico giro per occultare misteri & segreti innominabili, su cui avrebbe fatto bene non solo ad aprire indagini, ma anche a portarle a termine (con sentenze e condanne) la magistratura. Invece niente, le solite sceneggiate: era ben noto – come la Voce ha più volte documentato anni fa – che BNL era impelagata nel super buco nero (e mega bubbone) di Atlanta, il traffico d’armi ben coperto, ma capace di creare un crac: e a tanto serviva quel danaro guadagnato grazie al classico miracolo di San Gennaro. Perchè poi l’ex Banco Napoli passò al San Paolo (a sua volta finito in Intesa).

Ma fatto sta che sulle ceneri del Banco Napoli nacque una SGA, per recuperare il recuperabile delle ‘sofferenze’, di cui tanto ora si parla a proposito di crac creditizi. E solo pochi mesi fa si è scoperto che la SGA ha recuperato quasi il 90 per cento – impresa titanica – finito però nelle casse dello Stato, ‘acchiappato’ al volo dai Renzi boys.

Sostiene adesso l’ineffabile De Gregorio: perchè non ridare al Sud quelle somme? E fa capire: perchè non destinarle allo sfortunato settore dei trasporti? E caso mai, perchè non assegnarle ai tanto capaci e illuminati funzionari Eav in casacca Pd?

Del resto non sarebbe altro che una ‘partita di giro’: dai renziani del Colosseo a quelli del golfo…

 

nella foto i treni colabrodo della Circumvesuviana gestione EAV

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