Anche Maometto, per par condicio

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Per carità, la libertà individuale è sacra e inviolabile, ma altrettanto imprescindibile è la parità di religione, come ammonisce esplicitamente la nostra Costituzione. La premessa introduce il caso di Marina Nalesso, conduttrice del tg1. La giornalista ha esibito in Tv, a più riprese, un vistoso crocifisso e medagliette con i volti della Madonna e di Cristo. “Lo faccio per testimoniare la mia fede”, ha dichiarato in risposta ad aspre contestazioni di utenti e di musulmani. Da che parte sta la ragione? Mettiamo che l’integrazione etnica in corso in Italia sfoci nella presenza in Rai di musulmani: sarebbe tollerata una loro ipotetica conduzione con simboli della religione islamica e la scritta sul vestito “Allah è grande?” Se la risposta fosse “no”, l’ipotesi, per quanto avveniristica e fantasiosa, si assimilerebbe al no per l’esibizione di cattolicesimo integralista della Nalesso.

Nella foto Marina Nalesso con crocifisso e medaglie Madonna-Cristo

 

Fotomontaggio

Sarà vero? Pal Szilagyi Palko, fotografo rumeno, avrebbe le prove di un falso sul profilo Facebook di Virginia Raggi, che continuerebbe a cercarsi gatte da pelare. L’ultima, il racconto è del quotidiano Libero, si può intercettare sul social della sindaca dove appare un’immagine di folla festante, mani al cielo con cellulare in funzione, la scritta M5S e lo slogan elettorale “Cambiamo tutto” del Movimento. La foto immortala una manifestazione grillina? Proprio no. Il fotografo sostiene che l’immagine è sua e che riprende il concerto in Romania di David Guetta. Palko pubblica la fotografia originale con l’inequivocabile didascalia “Cluj Napoca. Romania, 2 agosto 2015, live di David Guetta”.

 

Se ottant’anni non sono pochi…

Il mio amico Peppe, genio della fotografia, non ha voluto festeggiare i suoi settantacinque anni. “Aspetta ad arrivarci” ha pronosticato “spunteranno uno a uno gli acciacchi della terza età”. La predizione mi è tornata dalla memoria sollecitato dalla notizia che Silvio Berlusconi tra qualche giorno toccherà il traguardo degli ottanta. Il suo incamminarsi sulla via del tramonto è stata tutt’altro che agevole. Disavventure giudiziarie, ardua gestione della scelta di “scendere” in politica e malanni, anche prima dei fatidici 75. Prostata, occhi, acciacchi dominati con acconce terapie, di recente il cuore che l’ha costretto a un importante intervento chirurgico. Ancor prima di tutto questo, le persone di buon senso si erano chieste “Ma chi glielo fa fare?” Ignoravano che l’intreccio politica-impero economico era tutt’uno e i fatti lo hanno confermato con l’ascesa ai vertici della ricchezza. Ma ora? Cos’altro chiedere alla leadership del partito fondato nel lontano 1994? Chi gli è vicino per gravitare in un contesto di benefici faccia un fioretto: lo inviti a godersi soldi, piaceri della vita, figli e fidanzate. Si uniscano all’invito il medico personale, il tutore legale Ghedini, i figli, benché conflittuali, gli avversari politici altruisti, il sacerdote di fiducia. Politicamente consunto, gli rimangono, augurio obbligatorio, anni di quiete, pronti a restituirgli in termini di agi e piaceri da anziano quanto si è negato per la libido di “giocare” con la politica.

 

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