Fulminee carriere

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La progressione dell’ascesa in Rai di Monica Maggioni somiglia a molte altre che hanno accompagnato redattori neo assunti nella veloce scalata del tipo “redattrice, caposervizio, vice caporedattore, caporedattore, vice direttore, direttore”. La presidentessa, unica ammessa in Iraq nel 2003 e aggregata alle truppe americane, è salita ai vertici dell’azienda di Viale Mazzini in rapida successione: inviata, conduttrice, direzione di Rai News 24 e d’un balzo gran capo del sistema televisivo pubblico. Ora, secondo le discrezioni dell’Espresso, prova rimpinguare i circa 350 mila euro delle prebende acquisite con la remunerazione aggiuntiva che le sarebbe riconosciuta nel ruolo di comando in Trilaterale, discussa organizzazione fondata nel ’73 dal nababbo americano David Rockfeller. La Maggioni si troverà in compagnia di big della società di élite e della politica (tra gli altri di John Elkan (/Fiat), dell’ex rettore della Bocconi, di Enrico Letta e Tronchetti Provera). Congratulations.

Nella foto Monica Maggioni

 

Berdini, l’equilibrista

A gettare benzina sul fuoco il rischio di provocare un incendio indomabile è forte. L’incendiario, in casa Raggi in questo momento è l’assessore all’urbanistica Berdini. “Occasione preziosa perduta”, commenta dopo il no della sindaco alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 e precisa “I soldi sarebbero serviti per dare respiro a questa città. Cercheremo altre risorse, ma se non li troviamo ci aspetta il fallimento di Roma”. E’ un’aperta contestazione della Raggi? Per niente. Mentre censura il “no”, Berdini dedica alla sindaca un sorprendente “Ha fatto bene. Sarebbe stato un progetto urbanisticamente devastante”. L’atteggiamento ondivago somiglia molto al baciamano di Malagò alla Raggi dopo la guerra a colpi di dichiarazione battagliere, non ancora conclusive. Dov’è la verità di Berdini? In corso di presentazione del logo “Uefa Euro Roma 2020, che si svolgerà con quattro sfide mondiali (ma la sindaca non era contro i grandi eventi dello sport?) la Raggi si è presentata in compagnia dell’avvocato Sammarco con cui ha lavorato nello studio Previti, condannato in via definitiva nel 2006 per il processo IMI-SIR e nel 2007 per il processo Lodo Mondadori, condannato anche all’interdizione perpetua dagli uffici pubblici

 

Violenze, altro che assistenza

Cosa si aspetta per ispezionare uno per uno gli asili, le case di riposo e per portatori di handicap? Dobbiamo rassegnarci al ruolo di sporadici destinatari delle inchieste dei media a ridosso di ogni episodio di violenza di maestre, medici e paramedici? Gli episodi seriali di maltrattamenti scoperti per caso o in seguito a denunce di familiari, si ripetono con allarmante frequenza e sono documentati da web cam nascoste che registrano schiaffi, spintoni, sevizie, insulti contro soggetti indifesi: bambini, vecchi, disabili. Viene allo scoperto un nuovo caso e fa notizia, ma su quanti invece sommersi, coperti da omertà, semplicemente ignorati? Su questo contano i vigliacchi malfattori che infieriscono su chi non può difendersi. Non estendere la presenza di telecamere nascoste in ogni luogo di assistenza somiglia molto a complicità con i soprusi, le violenze, il via libera alla mancata tutela dei diritti di tutti, bambini, anziani, disabili. Usque tandem, fino a quando?

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